L’AMORE ESISTE!…(forse)

coppie disneyQuando ero bambina era un certezza.

Cenerentola, La Sirenetta, Pocahontas, La bella e la bestia…la faccenda era abbastanza chiara: l’amore esisteva! Così come esisteva il Principe azzurro ed il “Vissero per sempre felici e contenti!”

Disney docet

Con il passare degli anni, la questione è diventata più nebulosa ed i contorni di certezza meno nitidi.

Intorno ai 16 anni ero confusa su cosa fosse l’amore, ma certa della sua esistenza.

A 22 anni, in pieno delirio di onnipotenza, avevo tutto chiaro.

A 35 anni ero certa su cosa fosse, ma assai dubbiosa sulla sua esistenza.

A 41 anni sono solo confusa!

Quello che ho capito fino ad oggi è che tutti vogliono l’amore. Peccato che solo pochi siano veramente disposti a fare sacrifici.

Per usare una metafora sportiva, una coppia è come una squadra. La squadra vince se tutti partecipano attivamente e si impegnano durante la partita.

Se il compagno di squadra è impegnato a guardare le gambe alla tipa in minigonna sugli spalti, non prenderà mai la palla che gli passiamo! Se mi distraggo perché ho notato che lo smalto sul mignolo destro è sciupato, non sarò in grado di difendere il mio compagno da un attacco avversario.

La squadra vince se tutti i componenti sono attivamente concentrati sulla partita…altrimenti perde. L’ennesima sconfitta da portarsi a casa e gli effetti negativi del dopo partita: “è colpa di quel giocatore“… “no, è colpa di quell’altro“… “ma poteva stare più attento invece di guardarsi quella lì“… “eh, ma anche lei che si controllava lo smalto“…ed i tifosi delusi…ed i giocatori sconfitti…ed una serie di menate che avremmo tutti potuto evitare se solo avessimo fatto il nostro dovere!!

fine amore

Capisco che rimanere concentrati per tutta la vita sia molto più impegnativo che farlo per 90 minuti…ma l’amore è una scelta e, come tutte le scelte, può anche non essere fatta.

Mentre sono qui a scrivere, capisco che una delle domande più pressanti sia questa: i rapporti non funzionano perché le persone sono fondamentalmente egoiste e non gli importa di altro che di se stessi, o non capiscono i concetti basilari per far funzionare un rapporto?

Ognuno ha la sua personale idea di amore, di cosa significhi e di come debba essere manifestata.

La mia amica Marina paragona l’amore ad una torta, dove ognuno mette gli ingredienti che vuole. Io concordo sostanzialmente con la sua metafora, ma aggiungo anche che il bello di cucinare una torta sta soprattutto nel piacere che gli altri possono provare nel mangiarla. Se voglio per forza fare il Tiramisù a qualcuno che non ama il caffè, è inutile che mi ostini a dire e pensare che il mio Tiramisù sia eccezionale…a quella persona non piace il caffè. Punto. Non potrà mai apprezzare il mio dolce. Le scelte, a quel punto, sono due: o cerco qualcuno a cui piaccia il Tiramisù, oppure tento di capire i gusti della persona a cui voglio preparare la torta e magari uso le mie doti culinarie per fare un Cheesecake, se questo è più di suo gradimento.

Anche perché – diciamocela tutta! – non esistono persone uguali a noi! Questo è un fatto. Magari troviamo quella che ama il Tiramisù ma odia la Pizza Margherita che a noi invece piace tantissimo…e magari ci siamo ostinati a lasciare andare la persona che amava il Cheesecake solo per capire che la vita di coppia è un perenne scendere a compromessi.

Mi sono intortata nelle torte…

you & me

you & me

Quello che voglio dire è che siamo tutti diversi (wow, Nik…bella scoperta!) nel senso che, se vogliamo far funzionare l’amore, occorre capire questo concetto così banalmente semplice e tuttavia così difficile da gestire.

D’altra parte è anche vero che errare humanum est, per cui capita di scegliere persone sbagliate. Non tutti i rapporti falliscono perché non ci siamo impegnati. Alcuni proprio non devono andare.

Si cresce e ci si evolve…e si comincia a comprendere noi stessi, in primis, ed a capire che genere di persona vogliamo accanto.

Da lì in poi occorre ricordare che la perfezione non esiste e che nessuno riuscirà mai ad essere all’altezza del nostro immaginario. Credo che il segreto stia nel trovare qualcuno che ci si avvicini…

Ultimamente ho letto un libro – e da qui partono le mie riflessioni – che mi fu consigliato anni fa dal mio amico Angelo: “I 5 linguaggi dell’amore” di Gary Chapman. Mi disse che lo aveva trovato di grande ispirazione, per cui decisi di comprarlo. Nonostante venga pubblicizzato come un libro di stampo cattolico, vi assicuro che non si parla di religione se non brevemente nell’ultimo capitolo. Angelo è Buddista ed io sono tendente all’eclettismo religioso, per cui tutto siamo fuorché gli stereotipi dei fedeli cattolici. Il libro parla di “matrimonio” come forma di unione, ma i concetti del libro possono essere applicati a qualsiasi tipo. Non è la forma, bensì la volontà dei componenti di una coppia che fa la differenza.

In sostanza, questo libro parla di “linguaggi” differenti che ognuno di noi “parla” in materia di amore. Per cui uno stesso gesto può essere percepito come un gesto d’amore da qualcuno ma non da qualcun altro. Invito tutti a leggere questo libro – che tra l’altro è abbastanza breve, se la lettura vi spaventa – per capire che molto spesso la percezione delle cose è personale e non universale e che la nostra idea di dimostrazione di amore potrebbe non coincidere con quella del nostro partner.

Immaginate di dover comunicare con una persona che parla poco l’italiano. E’ ovvio a tutti che non potrete usare la vostra lingua con le sue complesse e colorite sfumature, ma dovrete trovare un modo semplice per essere comprensibile all’altra persona. Non mi sembra difficile da comprendere che una persona con limitate risorse linguistiche avrà bisogno che parliate in modo più semplice, giusto?

Allora perché quando si tratta di amore, il concetto che una persona possa avere bisogni differenti dai nostri ci sembra così astruso? E perché anche se comprendiamo ciò, ci fa così fatica fare gesti d’amore per il semplice gusto di far piacere al nostro partner? Perché ci sembra di “snaturarci”? Amare non è forse avere a cuore la felicità di colui/colei che amiamo?

Come possiamo pretendere di stare con qualcuno se non siamo disposti ad adattare le nostre vite a qualcun altro? Chi è quella persona che, teoricamente, dovrebbe prenderci così come siamo e modellare la propria vita sulla nostra perché noi “siamo fatti così!”? Perché qualcuno dovrebbe mai sentirsi in diritto di ricevere i benefici dell’amore e non sentirsi in dovere di dare gli stessi benefici al partner?

Il Dizionario Treccani definisce l’amore come un “Sentimento di viva affezione verso una persona che si manifesta come desiderio di procurare il suo bene e di ricercarne la compagnia…”. Procurare il SUO bene…non il proprio!

loveIo non so voi, ma per come la vedo io, credo che troppo spesso si confonda l’amore con il proprio bisogno di ricevere. Tutti vogliamo essere amati. Vogliamo qualcuno che ci coccoli, vogliamo qualcuno che ci ascolti, vogliamo qualcuno che si prenda cura di noi. Vogliamo qualcuno che ci capisca e accetti le nostre volontà, le nostre passioni ed i nostri modi di essere.

Ma amare vuol dire avere anche – e soprattutto – voglia di dare: aver voglia di coccolare, aver voglia di ascoltare, aver voglia di proteggere. Significa anche capire che l’altro non può essere uguale a noi e che, a sua volta, avrà volontà, passioni e modi di essere differenti.

Se vogliamo tutte queste belle cose, ma ci scocciano le richieste del partner, non siamo capaci di pensare al suo benessere prima del nostro e non abbiamo voglia di cambiare una virgola di noi stessi, allora si può prendere una badante! Va pagata, è vero…ma volete mettere la comodità di non dover muovere un dito e avere qualcuno al vostro servizio? Non ha prezzo! Per tutto il resto c’è MasterCard…

La morale della favola è questa secondo me: se non si ha voglia di dare, non si ama. Punto! Non ci sono “se” o “ma”. O c’è volontà, o non c’è! Credo di aver maturato sufficiente esperienza a questo punto per avere almeno questa certezza.

Anche se difficile, di fondo ci deve essere la voglia di cambiamento. Questa parola spaventa sempre e capisco il motivo, ma il cambiamento è intrinseco nella nostra evoluzione. Se non ci fosse stato cambiamento, il genere umano vivrebbe ancora nelle caverne e caccerebbe dinosauri. Prima o poi si cambia, volenti o nolenti! Cercare di rimanere fermi è stupido e dannoso per noi e per tutte le persone che ci circondano.

L’amore…il vero amore, nel cambiamento non vede ostacoli ma opportunità. Opportunità per affrontare insieme le difficoltà, mano nella mano e crescere insieme. Più forti di prima.

amore-che-duraIl cambiamento deve essere inteso come miglioramento, non snaturamento. Come progresso. Come amore!

E cambiare per amore…migliorarsi per amore è la più bella ed importante evoluzione che una persona possa fare!

Personalmente, voglio continuare a credere al sogno…

With love,

Nik


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