Cenerentola

locandina del film

locandina del film

Sabato pomeriggio…tanto per cambiare, piove!

Avendo a disposizione solo una manciata di opzioni per passare il pomeriggio (tra cui stare a casa, stare a casa o stare a casa), Marina ed io abbiamo deciso di portare le bimbe al cinema a vedere Cenerentola.

Devo dire che ero un po’ scettica, considerando che Maleficent (tratto dal cartone animato “La Bella Addormentata nel Bosco”) non mi aveva fatto impazzire. Invece, sono stata piacevolmente colpita!

65 anni dopo il film d’animazione, la Disney ripropone questo adattamento cinematografico della famosa fiaba, diretto dal regista irlandese Kenneth Branagh.

La storia è piuttosto fedele alla versione animata del 1950. I costumi, le scenografie e le ambientazioni sono magistralmente rese con colori vividi e brillanti, in modo da darti l’impressione di essere dentro al film!

Ho sentito un po’ la mancanza dei topini che cantano quando preparano il vestito di Cenerentola e della fata madrina che canta “bibidi bobidi bu”…cioè…io le sapevo e le volevo cantare, ecco!!

Cate Blanchett ed Helena Bonham Carter, rispettivamente la matrigna e la fata madrina di Cenerentola, sono ovviamente una garanzia. Personalmente adoro entrambe queste due splendide attrici che riescono abilmente ad interpretare qualsiasi ruolo. Non a caso, la prima è ‘Galadriel’ nel Signore degli Anelli e la seconda è ‘Bellatrix Lestrange’ in Harry Potter…due delle mie saghe preferite!

Lily James, nei panni di Cenerentola, non è per niente male…anche se non comprendo questa moda dei capelli biondi e delle sopracciglia scure, come aveva anche Elle Fanning in Maleficent. Cioè…spendiamoli due soldi per tingersi anche le sopracciglia, noooo?!

Non avendo la pretesa di scrivere una recensione, la riflessione che vorrei fare è di natura differente.

Finita la proiezione, le luci si sono accese ed io e Marina avevamo gli occhi lucidi e rossi di chi ha pianto dall’inizio alla fine del film.

I commenti delle bambine durante la visione (perché figuriamoci se possiamo perdere l’occasione di disturbare mezza sala!) spaziavano da: “In questo film muoiono tutti!” a “Mamma, voglio anch’io un topolino!” a “Per Carnevale voglio vestirmi da Cenerentola!”

Ho trovato curioso come noi, a quasi 40 anni, fossimo mezze devastate dopo l’ennesima visione della favola di Cenerentola, mentre le bimbe ballonzolanti fossero già proiettate verso i giochi elettronici appena fuori dalla sala e verso il gelato di Gippino che avremmo mangiato da lì a poco (in effetti, un pensiero che tirerebbe su il morale a tutti!), per niente toccate dalla visione del film.

Probabilmente il motivo di questa grande diversità tra noi e le nostre figlie è dovuto al fatto che, alla nostra età, abbiamo già compreso ciò che loro ancora non sanno… e cioè che le favole non sono reali! I principi e le principesse, che vivono in mondi dove virtù quali la gentilezza, l’altruismo ed il rispetto reciproco sono i capisaldi della loro beata esistenza, non sono altro che invenzioni di grandi e fantasiose menti che probabilmente avrebbero sperato di vivere in una tale realtà e che, invano, tentavano (e tutt’oggi tentano!) di insegnare tramite le fiabe consuetudini ormai desuete…come l’educazione!

Per cui credo sia questo che ci ha fatto versare una quantità di lacrime imbarazzante: la tristezza di sapere che tutto ciò è falso, che viviamo in un mondo dove se sei gentile vieni calpestato, se ami il prossimo e ti mostri rispettoso, vieni raggirato; un mondo dove le persone sono usa e getta come la spropositata quantità di beni di consumo che giornalmente ci passa tra le mani, per cui non sentiamo la necessità di dare al prossimo il giusto peso o valore; un mondo dove portiamo una maschera, facendo credere di essere più belli, più bravi e più simpatici di quanto non siamo in realtà, per nascondere il vuoto e l’inconsistenza delle nostre esistenze.

la scarpetta di cristallo

la scarpetta di cristallo

Poi vedi Cenerentola, così come molte altre fiabe…ed improvvisamente sei vis-à-vis con l’immagine di persone decenti che combattono contro l’ingiustizia, che attraverso la bontà e la compassione danno un piccolo contributo per creare un mondo migliore.

Sii gentile ed abbi coraggio”. Questo è ciò che la madre di Cenerentola le dice prima di morire e questo è il dogma che fedelmente guida la sua vita. E da madre, mi interrogo su quale potrebbe essere l’insegnamento ultimo che potrei dare a mia figlia, se un giorno non avessi più l’enorme privilegio di accompagnarla nel suo percorso di vita.

Sii furba e pensa al tuo interesse”? Forse in un mondo cinico e privo di morale come questo, sarebbe la cosa più ‘appropriata’, ma nonostante tutto il brutto che vedo quotidianamente, non posso fare a meno di sperare che sotto, sotto…nascoste da qualche parte, ci siano ancora virtù quali la bontà, l’altruismo ed il rispetto e che esse si mostrino solo ai meritevoli, a coloro, cioè, che in primis le praticano.

D’altronde io sono quella che piange come una fontana guardando i cartoni animati, che crede fermamente a Babbo Natale e che salterebbe una giornata sui gonfiabili insieme ai bambini di 5 anni se solo me lo permettessero, per cui “essere furba e pensare al mio interesse” non sono concetti che mi appartengono.

Quindi, sì! Siate gentili e abbiate coraggio! Di coraggio ce ne vuole molto e di gentilezza non ce n’è mai abbastanza.

E andate al cinema a vedere Cenerentola, armati di fazzolettini, e fatevi un bel pianto…che ogni tanto fa bene!!!

Nik


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