Chi vuole essere normale?

'A modo tuo' di Elisa

‘A modo tuo’ di Elisa

Il 20 aprile del 2006 alle ore 19.50 del pomeriggio nacque mia figlia Lara.

Tenendo quel piccolo scricciolo tra le braccia, la sensazione più forte che avvertii, dopo l’amore totale e incondizionato, fu il senso di protezione nei suoi confronti.

Parlando di protezione, ciò che viene in mente a tutti è la protezione dal male, da chi cerca di ferire o recare danno.

Ad oggi mi rendo conto che ciò da cui devo più proteggerla è la NORMALITA’.

Alcuni sgraneranno gli occhi… “quanto potrà mai essere minacciosa la normalità?” direte voi.

Per capire, facciamo un passo indietro.

Circa due anni dopo la sua nascita, cominciai a rendermi conto che c’era qualcosa in mia figlia. Camminava ed interagiva come ogni altro bambino, ma probabilmente il sesto senso materno mi fece percepire che qualcosa non andava “da manuale”.

canzone5Intervenni immediatamente e sono 7 anni che giro per medici cercando di capirci qualcosa. In sostanza, Lara presenta quello che ci hanno detto essere un “disturbo neurologico”…che vuol dire tutto e non vuol dire niente…un po’ come entrare in un negozio di calzature e chiedere alla commessa un paio di scarpe. E’ ovvio che vogliate delle scarpe e non un chilo di macinato, altrimenti sareste andati dal macellaio!

Un disturbo neurologico, quindi, è come il negozio di scarpe, per intenderci. E’ il contenitore che racchiude una serie di categorie (sneakers, décolleté, stivali, ecc..), per poi arrivare allo specifico: il paio di Converse alte, bianche, n.38!

Ogni tentativo di avere delucidazioni più specifiche o strumenti utili ad aiutare una bambina che, in fondo, non ha niente di insormontabile paragonato alle difficoltà reali che ci sono a questo mondo, sono fallite miseramente scontrandosi a 200km all’ora contro l’ignoranza e l’ottusità di una società che ci vuole tutti uguali o “normali”, appunto!

Una società che non aiuta gli individui a crescere, ma alleva pecore. Non insegna ad essere chi sei, ma ti impone uno standard e se non ci rientri, sei “inadatto”.

In sostanza, ciò che conosco oggi su mia figlia è unicamente frutto della mia personale ricerca e determinazione a capirci qualcosa. E questo non vuole essere una lode nei miei confronti (chi mi conosce sa che non riesco a lodarmi), ma una constatazione sul fatto che in Italia l’ignoranza in questa materia galoppa come un puledro imbizzarrito!

canzone2Dislessia, disgrafia, iperattività, disturbi del linguaggio…non sono handicap! Questi bambini non sono semplicemente in grado di apprendere come gli altri. Apprendono. Perfettamente. Solo non nel modo che ci si aspetta che lo facciano.

Ma la sfortuna vuole che non siano previsti altri modi. O questo, o questo!

Ansia, inadeguatezza, frustrazione, rabbia…sono solo alcuni dei sentimenti che giornalmente provano questi bambini e le loro famiglie che si sentono richiamare continuamente dalle scuole perché i loro figli sono distratti, assenti, non stanno mai fermi.

Oltre ai normali impegni extra-scolastici, questi bambini sono oberati da una serie di altre incombenze quali visite da logopedisti, psicologi o neuropsichiatri. I genitori arrancano per portarli a destra e a manca e per cercare di orientarsi in questo mondo sconosciuto senza bussola né punti di riferimento, perché è assolutamente necessario rientrare in certi parametri di “normalità” per essere socialmente accettati!

Mia figlia potrebbe non essere mai una bambina che porta a casa pagelle cosparse di pomposi 9 e 10! Io non sarò mai nella cerchia elitaria delle “Mamme dei bambini prodigio” che gareggiano fra di loro per aggiudicarsi il primato di colei che ha dato alla luce il nuovo genio della storia moderna, che a 3 anni conosceva la radice quadrata di Pi greco!

E vi dico la verità: non ci tengo!

Qualcuno penserà che sono pazza a scrivere certe cose in un blog…a sbandierare fatti che in Italia (per qualche strano motivo) si tende a tenere segrete, facendo il gioco delle Tre Scimmiette: se non lo vedo, non lo sento e non ne parlo, allora non esiste!

Invece, esiste eccome! E nascondere le situazioni non aiuta a risolvere e non sensibilizza verso il disagio di questi bambini, ma contribuisce solamente ad alimentare un sistema già viziato!

canzone3Mia figlia è una bambina meravigliosamente imperfetta e non c’è niente di lei che devo tener nascosto o di cui mi debba vergognare! E’ dolce, affettuosa e compassionevole. Ma è anche cocciuta ed un po’ viziata. Si distrae con un soffio di vento e si arrabbia se le cose non sono esattamente perfette. Ma ha un cuore grande ed una sensibilità enorme…e questo è molto più importante che conoscere a memoria le tabelline…per quello hanno inventato la calcolatrice!

Anche la mamma di Einstein probabilmente veniva chiamata dalle maestre, dato che suo figlio aveva problemi di apprendimento. Daniel Pennac a scuola era – per sua stessa definizione – un somaro. Alan Turing aveva seri problemi di interazione sociale. Beethoven visse al limite della pazzia e Walt Disney non avrebbe regalato la sua magia al mondo se fosse stato “normale”. Hans Christian Andersen avrebbe forse scritto le sue meravigliose fiabe? Newton avrebbe scoperto la gravità? Michelangelo avrebbe avuto incarico di affrescare le volte della Cappella Sistina?

Questi esempi non sono fatti per dimostrare un parallelismo fra disturbi neurologici e genio, ci mancherebbe! Ma è evidente che il genio può manifestarsi in molti modi e molte forme e limitare a priori un individuo, solo perché non riesce ad uniformarsi allo standard, è un concetto che mi fa rabbrividire.

Mi domando se coloro sopra citati si fossero arresi perché etichettati “inadeguati” da una società che voleva ogni essere umano identico all’altro, cosa avremmo adesso? Non ci sarebbe la Sinfonia n.9 di Beethoven, non ci sarebbe Topolino, i bambini non leggerebbero “La Sirenetta” o “La piccola fiammiferaia” o “Ernest e Celestine”, non ci sarebbero il David o la Pietà e forse gli Alleati non avrebbero vinto la Seconda Guerra Mondiale.

L’insegnamento più importante che mi auguro di poter trasmettere a mia figlia è questo: non cercare di essere normale come tutti, conosci te stessa e abbi il coraggio di seguire la tua strada nonostante tutto.

“Sono le persone che nessuno immagina che possano fare certe cose quelle che fanno cose che nessuno può immaginare…”

'A modo tuo' di Elisa

‘A modo tuo’ di Elisa

Insegniamo ai nostri figli il rispetto e l’educazione, non ad essere cloni di Violetta o bomber di serie A! Insegniamo la compassione e l’altruismo. Insegniamo il senso civico, la giustizia ed il rispetto delle idee proprie e altrui. Insegniamo a comprendere, accettare ed apprezzare le differenze che questo mondo ci offre… insegniamo a non averne paura, perché la paura è un prodotto dell’ignoranza e l’ignoranza genera intolleranza, razzismo, bullismo e discriminazioni varie. Le differenze ci devono arricchire, non dividere!

E impariamo ad amare i nostri figli per quello che sono e non per chi vorremmo che fossero. Insegniamogli ad amare sopra ad ogni altra cosa, soprattutto se stessi…poi lasciamoli volare ovunque abbiano voglia di andare.

“Ognuno è un genio. Ma se si giudica un pesce dalla sua abilità di arrampicarsi sugli alberi lui passerà tutta la sua vita a credersi stupido.” Albert Einstein

Nik


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