Come sopravvivere in un ufficio di sole donne

foto da guidalaconsumatore.comQuando più di 10 anni fa entrai in questo ufficio, eravamo all’incirca 15 donne e la cosa mi spaventava. Ora siamo addirittura 29! (E qui ci vorrebbe la faccina di Whatsapp che scimmiotta l’Urlo di Munch.)
Sapete com’è! Noi donne siamo competitive, pettegole, se qualcuno ci fa un torto (vero o presunto) ce lo leghiamo al dito finché morte non ci separi e via dicendo.
L’unico collega maschio che avevo, diceva che noi ci chiamavamo “amore, amore” e poi, 2 minuti dopo, andavamo da lui a lamentarci di quella o quell’altra.
Gli epiteti che riservi alle tue nemiche variano da “stupid cow” a sinonimi poco originali di “meretrice“.
Insomma, quasi quasi avrei preferito un ufficio di uomini con due sane chiacchierate di calcio, i commenti sull’andamento della borsa o sugli attributi femminili di questa o quell’altra, e magari qualche birretta dopo le 18.
Dunque, ammetto che ero spaventata all’inizio.

Invece, con il tempo, ho trovato una sorta di famiglia, quelle spalle che se arrivi al lavoro e scoppi a piangere perché hai il ciclo, ti consolano ed escono a comprarti una pasta alla crema; quelle amiche che arriva il week-end e non ne puoi più di vederle, perché sei stata con loro 9 ore al giorno tra urla, risate e scleri, ma poi succede una cosa e corri a scriverglielo nel gruppo di Whatsapp; quelle che se litighi con il tuo ragazzo o marito o compagno ti danno sempre ragione, anche se ti fanno vedere altri punti di vista; e, infine, quelle amiche che se hai bisogno di una borsetta per andare ad un matrimonio, ti portano tutto l’armadio nel caso ti servisse anche un vestito di riserva, un copri-spalle, un paio di scarpe e il rossetto.
Insomma, ci sono i pettegolezzi (volenti o nolenti, li subiamo e/o li facciamo), ci sono i voltafaccia improvvisi, gli ormoni che, sincronizzati o meno, alle volte prendono il sopravvento sui rapporti civili, e ci sono le storie personali, che noi donne non siamo abituate a lasciare fuori dall’ufficio…o almeno non del tutto (su questo, ammettiamolo, sono più bravi gli uomini). Eppure quando sei incasinata e non riesci neanche ad andare in bagno per quanto lavoro hai da fare, ci sarà sempre una tua collega che ti chiederà: “Hai bisogno che ti aiuti? Posso farti qualcosa?”. E ora ditemi che anche gli uomini lo fanno!

Poi, certo, quando hai un nuovo taglio di capelli, c’è quella che ti dice che ti stanno divinamente, quella che non se ne accorge e quella che fa una faccia schifata perché “ti stanno male e ti invecchiano“, “stavi meglio bionda, rossa, mora, turchese.”, “perché non ti fai liscia, mossa, riccia, tagliati di nuovo i capelli, falli allungare, fatti le trecce…“. E tu non capisci se davvero questi capelli ti stiano bene o meno. L’unica soluzione è non ascoltare nessuna e fregarsene…troppe donne, alla fine, sono come troppi cervelli a capo di qualcosa: si crea solo confusione.

Insomma, non è il mondo dei sogni, ma neanche un inferno, direi! Anzi!

Ma quello che non mi aspettavo in un ufficio di 29 donne, era la lotta per il cibo! (E anche qui ci vorrebbe la faccina di Whatsapp con l’Urlo di Munch.)
Il tema CIBO è all’ordine del giorno, è quasi un’ossessione, alle volte. Se pensate che siano gli uomini quelli che hanno i neuroni sincronizzati solo sui bisogni primari e quotidiani, vi sbagliate!

Si parla anche di scarpe, di abbigliamento e di uomini, ma vi giuro che il tema principale è sempre e solo uno: IL CIBO! Come si fa, quando si mangia, quanto si mangia, cosa si mangia,…

C’è quella che cucina quantità industriali di roba e quindi arriva in ufficio con i contenitori tipo catering e offre a tutti, ma proprio a tutti. E allora scala la classifica delle più amate (almeno dalle 13 alle 14). C’è quella che porta solo avanzi da casa, tipo 4 penne al pomodoro e 1 mozzarella, o quella il cui avanzo è una lasagna di 10 strati che, quando la scalda al microonde, fa venir fame anche ai muri; poi c’è quella che non ce la fa neanche a portare la mozzarella e va sempre a pranzo fuori. C’è quella (tipo me) che alle 11.30 del mattino ha già fame e deve uscire a comprarsi 8 kg di schiacciata al forno accanto all’ufficio, e quella che ha sempre un pacco di biscotti, 5 merendine, i crackers e il chili con carne nel cassetto per gli attacchi di fame improvvisa.
Poi ci sono quelle che vivono di insalate e yogurt per tutta la settimana, millantando grande bravura nel seguire la dieta sana e biologica con semi di chia, quinoa, bacche di Goji, centrifughe al mattino, di pomeriggio e di sera ecc, poi facciamo un pranzo tutte insieme per festeggiare il compleanno di qualcuna e loro sono le prime a lanciarsi sul buffet, atterrando in stile wrestler le colleghe che osano allungare un braccino sull’ultima fettina di salame. Insomma, una lotta alla sopravvivenza in stile Highlander.
Poi abbiamo anche Federica, i cui genitori hanno una pizzeria, e quando la sera avanzano alcuni pezzi, ce li porta il giorno dopo. Alle volte, insieme alla pizza arrivano anche tortine e schiacciate varie, torta di mele e pane fatto in casa. Dato che succede più di una volta a settimana, lei è diventata l’intoccabile nella classifica delle più amate. Primo posto assoluto e indiscusso.
Ma attenzione!!!! Se si porta del cibo da casa per le colleghe e si dimentica di dirlo a qualcuna, finisce che l’esclusa (o presunta tale) arrivi nell’ufficio esigendo il pezzo più grande e sbraitando cose senza senso con la bocca piena, arrabbiata come se l’avesse morsa una tarantola.

Infine c’è la mia stanza, dove quando una beve, bevono tutte, “perché aiuta a prevenire la cellulite!”, e se a una va un gelato, lo compra a tutte, così si sente meno in colpa; ma nessuna sta mai a dieta (più o meno), anche perché, a dirla tutta, proprio non ci si riesce. La nostra stanza è quella dove le altre colleghe arrivano quando hanno fame, sicure che troveranno qualcosa da mangiare, SEMPRE, dove mezzo cheesecake dura lo spazio di un “che buono!” e i cioccolatini che ci mandano a Natale vanno nascosti o non arrivano a Santo Stefano.

Insomma, alla fine, l’unica regola per sopravvivere in un uffcio di 29 donne è solo una: Non nominare il Cibo invano!foto da 123rf.com


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