Errare humanum est, ovvero gli errori del popolo di Internet

foto da www.nicedie.itErrare Humanum est, è vero. Ma tra orrori ed errori, c’è una gran differenza.

Ebbene, con l’avvento di Facebook, le carenze grammaticali degli Italiani sono diventate più evidenti, mostruosamente più evidenti.
Lì, in bella mostra, tra post e finte citazioni, sono talmente evidenti, che alle volte vorresti una bacchetta magica che aggiustasse tutti gli errori prima di mostrarteli a video.

Spesso ci si nasconde dietro le iniziative del correttore automatico che, invece di correggere, cambia le parole creando divertenti frasi senza senso o dal senso alterato. Lo ammetto! Anch’io sono una sua grande vittima. Scrivo veloce i messaggi e, per la maggior parte delle volte, non li riguardo. Il risultato spesso sfiora l’incomprensibile….e le mie amiche mi prendono in giro continuamente. Mea Culpa!

Per l’appunto, però, il correttore automatico ancora non è così intelligente ed efficiente da correggere:

  • A, o, ai e anno del presente del verbo avere senza H (e viceversa ha, ho, hai, hanno quando l’H non ci va)
  • Da terza persona singolare del verbo dare senza accento (egli dà, non egli da)
  • Dò, fà, stà, stò. Ma poi perché li scrivete tutti con l’accento e egli dà lo scrivete senza?
  • Un pò con l’accento invece che con l’apostrofo. Insomma, si scrive un po’.
  • Dasse, dassero invece di desse, dessero
  • Vadino al posto di vadano
  • Imparare invece di insegnare

Tanto per citarne un po’, insomma.

foto da infooggi.itIl correttore di fatto non impedisce neanche alla gente di usare quella fastidiosa K al posto di CH (ma questo forse dà fastidio solo a me).
Insomma, quando gli SMS si pagavano e avevamo a disposizione solo 160 caratteri, l’uso delle abbreviazioni aveva un senso. Tipo: cm per come, qnt per quanto, qnd per quando e così via. Più che SMS sembravano i miei appunti dell’Università. Ma ormai abbiamo Whatsapp (o wozapp come ho visto scrivere, per rimanere in tema) e non dobbiamo più preoccuparci della lunghezza. Quindi, dai, buttatevi e scoprite che in italiano non abbiamo la K, ma un bellissimo CH e che la parola cmq si scrive in realtà comunque.

E poi c’è chi scrive dal PC o magari non ha il correttore attivo e allora vengono fuori anche: penZione, conoscIenza, senSa senZo, d’avvero, un’amico, un opinione, un eco e così via.

Di errori grammaticali, non prevedibili dal nostro correttore, ce ne sono una marea: congiuntivi e condizionali, singolari al posto dei plurali, insomma, chi più ne ha più ne metta.

Per non parlare di quando usiamo parole straniere, frasi latine o termini medici!
E allora vengono fuori cose del tipo: la privasy al posto della privacy, la plombe per l’aplombe, la shans per la chance, la Champioms Leuge invece della Champions League, pail al posto di pile, kechap al posto di ketchup (che sarà un’applicazione sul ketchup?), l’aflebo al posto della flebo, l’urinocultura (sarà una cultura di nicchia?), la Birintite al posto della Labirintite, qui quo qua, melius abondare, ambarabam, Noio Vulevon Savuar e Tu Gust is megl che uan.

L’italiano, si sa, è una lingua dalla grammatica complessa e difficile, e noi Italiani non solo ne siamo la prova vivente più lampante, ma ne siamo anche le prime e principali vittime.
Anch’io probabilmente farò mille errori al giorno e come quella gente che ha saltato la lezione sulle H davanti al presente del verbo avere, magari non me ne accorgo mai.

Scrivere su Facebook (o sugli altri social network e similari) non è certo un compito d’italiano e di sicuro non scriviamo per prendere un voto o per essere esaminati, lo so. Non penso neanche che si debba essere troppo maestrine, è solo che, alle volte, vedere gli strafalcioni giganti, là davanti al mio naso, è qualcosa di incredibilmente irritante (e non dico quelli piccini, tipo scrivere perchè al posto di perché o si al posto di ).

foto di radio kisskissE allora ho deciso di prenderla a ridere e mi sono iscritta ad un gruppo dei tanti: Scartare corteggiatori e potenziali amanti per gli errori grammaticali.
Non che mi serva un gruppo del genere, per fortuna. Magari mi sarebbe servito quando non ero ancora sposata, anche se, ammetto, che quando uno dei corteggiatori era totalmente ed irrimediabilmente sgrammaticato, non ce la facevo…prima o poi finiva! E mi sentivo sollevata nel constatare che non dovevo più ricevere messaggi che facevano venire la pelle d’oca.
Ad ogni modo il gruppo di Facebook è carino (e ho anche scoperto che ce ne sono molti altri). Presenta verosimili conversazioni tra una persona e il suo interlocutore sgrammaticato, foto di scritte sui muri a dir poco imbarazzanti, vignette, barzellette ed esempi di post sbagliati. E così non mi sento la sola psicopatica a provare orrore nel leggere anno detto, anno fatto, lo capito!

Comunque, volendo proprio farsi un giro tra la Sgrammatica italiana, basta vagare per gruppi insospettabili di Facebook o leggere post e commenti nel web: gli orrori grammaticali sono spesso protagonisti indiscussi ovunque, le frasi zoppicano e faticano in circoli senza senso, la consecutio si è estinta e la mancanza di accenti è così evidente che ti fa pensare che magari gli accenti si pagano e tu non lo sai.
Insomma la fiera dell’italiano rivisto e scorretto!

E allora mi chiedo: ma se fossi una maestra o una professoressa di italiano e mi ritrovassi a leggere questi post, cosa penserei? Che ho fallito tutto nella vita?
E sì, perché: tu mi dissi, riconoschino, una diecina, cuanti anni ai, obbiettivo, accellerazione…sono errori che si insegnano ad evitare e riconoscere all’inizio, alle elementari insomma, o al massimo alle medie.
Un po’ come non sapere le tabelline. E invece magari sappiamo le tabelline, nonostante esistano le calcolatrici, ma non sappiamo l’italiano.
Forse ci servirebbe solo una “calcolatrice” d’italiano? Un piccolo dizionario portatile che ci chiarisca dubbi e incertezze (o magari anche certezze) per la via.
Insomma, al posto dell’Euroconvertitore, ci dovrebbero mandare a casa un dizionario di italiano in versione calcolatrice. Una piccola calcolatrice-dizionario per non fare figuracce, per permetterci di elevare un po’ il nostro italiano scritto e rientrare in canoni accettabili. Così, al minimo dubbio, potremmo digitare la frase sulla calcolatrice magica e quella ci direbbe se va bene o meno. Facile e veloce, no?

E non mi dite che non fregherebbe nulla a nessuno. Sono fiduciosa e credo fermamente che a qualcuno fregherà pure di scrivere l’italiano correttamente, no?
Oppure siamo tutti contenti di produrre frasi del tipo: lo visto, mi anno detto, c’ho nonostante, io ho stato, il continuo del libro, sono in cinta, sei immenzo, sensa senzo
In questo caso non è vero che Error communis facit ius (l’errore comune crea il diritto).

Ma allora penzavo ke magari, se proprio tanta gente scrive un pò cosi sensa penzare, magri potrebbi adeguarmi e provare ha scrivere ank’io come viene. Se sarei certa ke servirebbe a sentirmi parte del popolo di nuovi scrittori, penso ke lo farebbi.

No! Ok! Scrivere quest’ultima frase è stato davvero difficile e faticoso (sono dovuta tornare indietro e cambiare tutti i CH con le K).
Non importa. In attesa che il Governo prenda in considerazione la mia proposta di una “calcolatrice” d’italiano, credo che tornerò a leggere commenti e post squilibrati e far finta di nulla. Che sarà mai?
Ci sono problemi peggiori di cui preoccuparsi.
E come diceva Voltaire: Ama la verità, ma perdona l’errore.

Insomma, io speriamo che me la cavo!!


2 thoughts on “Errare humanum est, ovvero gli errori del popolo di Internet

  1. Margherita Taras

    Ti prego…..una campagna contro il “piuttosto che” e il “quant’altro”, usati in abbondanza e in modo scorretto !!!!!!!!!!

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    • Marina Post author

      In effetti…
      Però ammetto che alle volte, nel parlato, il “piuttosto che” malsano scappa anche a me. Se già riuscissimo a trovare le H del verbo avere al posto giusto, secondo me, saremmo già a cavallo, però!! io, per lo meno, mi sentirei meglio! 🙂

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