Il Circo della Notte di Erin Morgenstern

Copertina del libro nell'edizione italiana

Copertina del libro nell’edizione italiana

Ho letto questo romanzo non appena iniziavano i primi freddi invernali, quando non vedi l’ora che arrivi la sera per andare sotto il piumone appena tirato fuori dall’armadio e coccolarti con un bel libro.

E dopo un primo momento di difficoltà per entrare in sintonia con la storia e i personaggi, sono entrata in un mondo onirico fatto di magia e dolcezza, di sogno (appunto), di rivalità, di colpi di scena, di parole sussurrate e a volte sottintese, di sguardi, di lettere d’amore che prendevano forma e colore in un mondo dipinto di bianco e nero, un mondo fantastico, tra acrobati, giochi di prestigio, cartomanti e illusionisti.

La storia inizia con l’arrivo, nella casa del mago Prospero L’Incantatore, della figlia Celia, figlia di cui non conosceva l’esistenza, ma che scopre avere i suoi stessi poteri, poteri magici.

La scoperta riporta al mago la voglia di sfidare un suo vecchio rivale Mr A.H. enigmatico e sfuggente, che raccoglie subito il guanto lanciatogli e inizia cercare lo sfidante, che troverà in un piccolo orfano di nome Marco.

All’inizio non si capisce bene su cosa si basi il duello, o gara, si comprende solo che qualcosa di terribile si cela dietro la risoluzione dello stesso, un rischio che però il nostro mago è disposto a far correre alla propria figlia.

Il luogo della sfida non sarà altro che un circo, Le Cirque des Rêves, il circo dei sogni appunto.

Marco e Celia

Marco e Celia

I due sfidanti cresceranno e prenderanno parte alla creazione del circo, un circo molto speciale, un circo che chiunque avrà il piacere di visitare almeno una volta, non potrà fare altro che amare e attenderne il ritorno ogni volta che inaspettatamente esso scomparirà.

“Il circo arriva inaspettato. Nessun annuncio lo precede, niente volantini né affissioni o cartelloni, nessuna menzione sui giornali. Spunta così, semplicemente, dove ieri non c’era.”

Le Cirque des Rêves inizia al calar del sole e chiude alle prime luci dell’alba. Nei tendoni sono nascoste attrazioni stupefacenti, alberi dei desideri, il giardino di ghiaccio, l’illusionista che è la nostra protagonista Celia, la contorsionista e altro ancora.

In questa atmosfera da sogno, la storia si srotola, dapprima caoticamente, saltando avanti e indietro nel tempo senza apparente filo logico, regalando ogni volta un piccolo indizio in più. Ogni capitolo inizia con una data ben precisa e se siete attenti e avete buona memoria per particolari e indizi, ad un certo punto vi sentirete come uno spettatore che sta osservando la nascita del circo dei sogni e che all’improvviso se lo vede apparire davanti agli occhi immenso e finito, pronto per essere visitato e ammirato.

Questo è uno di quei libri a cui dovete dare una possibilità, almeno fino alla sua metà, perché poi vi lascerà strabiliati. Non dovete demordere, non dovete pensare che la confusione iniziale e la presenza di troppi personaggi vi lasci nella nebbia fino alla fine. Proprio quando meno ve lo aspetterete il circo sarà finalmente là e voi sarete catapultati in mezzo ad una storia magica e meravigliosa.

Ad arricchire la trama complessa e a volte oscura, che si svolge in 17 anni, ci saranno, contornati da personaggi interessanti, ma di secondo piano, i nostri due sfidanti, i nostri protagonisti, ormai cresciuti:

Celia, dolce, intelligente e talentuosa e Marco, ironico, passionale e determinato. Entrambi bellissimi, cosa che di solito non apprezzo, ma che questa volta, forse come eco del fascino del libro, non ho disprezzato.

I due si incontrano davvero solo a metà del libro e la loro conoscenza sarà approfondita durante fugaci istanti ben lontani l’uno dall’altro negli anni, istanti che vi terranno a volte col fiato sospeso, in attesa di un passo o una parola che possono far accadere di tutto.

Ma solo quando capirete in cosa davvero consista la sfida e chi siano Prospero e Mr A.H. deciderete di prendere ferie dalla vostra vita, per poter arrivare alla fine del libro tutto d’un fiato.

C’è bisogno di qualcuno che le racconti, quelle storie. […] C’è della magia in questo. E’ nell’ascoltatore, e suonerà in modo diverso in ogni orecchio, colpendo ognuno in modo imprevedibile. In superficie e in profondità. Puoi narrare una storia che va a innestarsi nell’anima di qualcuno, divenendone il sangue, l’io e il proposito. Quella fiaba lo smuoverà, lo spronerà, e chissà cosa mai potrebbe arrivare a fare grazie ad essa, grazie alle tue parole.”

Non solo io ho letto questo libro tutto d’un fiato, ammaliata dalla narrazione e dai personaggi, ma l’ho anche ripreso tra le mani i giorni successivi perché non ne avevo abbastanza, perché avevo bisogno di riviverne alcuni attimi all’infinito, scovare particolari che mi erano sfuggiti e memorizzare parole.

Questo è uno di quei romanzi che lascia una piacevole impronta nel cuore e che ogni tanto avrete voglia di riprendere in mano per il terrore di dimenticarvelo un po’.

foto Foto Don t like it

 

 


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