Il lago di Suviana

Lago di Suviana dall'alto

Lago di Suviana dall’alto

Ed eccoci preda di un’altra bella ondata di caldo dal nome esotico.
Firenze viene bollata come la città più calda d’Italia. Ormai ci siamo abituati, ma ciò non significa che i nostri corpi accettino così volentieri e remissivamente le temperature tropicali e un tasso di umidità da far invidia ad una sauna finlandese!

Le opzioni per il week-end sono:

1# chiudersi in casa con l’aria condizionata a tutta palla
2# chiudersi in un centro commerciale e sfruttare l’aria condizionata altrui (ma spendere i soldi propri per un po’ di shopping)
3# andare al mare
4# andare in piscina
5# andare in montagna

Scartandole tutte perché troppo tristi, o tropo usurate, o troppo gettonate, o troppo qualcosa, ci rivolgiamo all’opzione 5: la montagna!

A dire il vero, non siamo andati proprio proprio in quella che comunemente si identifica come montagna. Diciamo che ci bastava andare semplicemente un po’ più su!
Quindi mio marito ed io abbiamo caricato in macchina i bimbi, pane e qualche affettato, biscotti e acqua (tanto per rispondere alle emergenze insomma) e siamo partiti, diretti non si sapeva bene dove, ma alla fine la macchina ha deciso per noi e ci ha portati al Lago di Suviana, sull’Appennino Bolognese a poco più di 400 sml. Non proprio montagna, appunto!

E’ qualche anno che non ci andiamo. Una volta ci capitavamo spesso in moto dopo le curve larghe e agevoli della Porrettana (la strada che porta a Porretta).

Mia figlia, a cui avevamo detto che alla piscina avevamo preferito la montagna, si aspettava il Trentino, le caprette e tanti pascoli, le felpe da indossare in alta quota e chissà cos’altro. Quando siamo arrivati, invece, la temperatura era di 28-29°C, che rispetto a Firenze con i suoi 37-38°C potrebbe sembrare il Paradiso, ma, in realtà, si moriva di caldo anche là.
I bambini però non si lamentavano. Perché infatti i bambini non si lamentano mai per il troppo caldo, o almeno non quanto noi adulti.
Magari si lamentano perché la strada è lunga, perché non c’è il calippo alla coca cola o perché hanno dimenticato la loro bambola preferita sul divano a casa, ma il troppo caldo, ecco, diciamo che li lascia quasi indifferenti, a meno che non abbiano voglia di lagnarsi di qualcosa e non abbiano altro a cui aggrapparsi se non il caldo. Allora mi dispiace, ma il troppo caldo devasta anche loro (e noi che oltre all’afa dobbiamo sorbirci pianti e lamenti).

Ad ogni modo, invece delle distese di alberi di mele Trentine o delle verdi montagne con cervi e stambecchi del Parco dello Stelvio, dopo circa 1 ora e 20 minuti di macchina, mia figlia si è ritrovata davanti ad un sentiero che scendeva in mezzo agli alberi fino ad un lago. Nonostante la mancata somiglianza con il Trentino, è rimasta comunque incantata dalla natura e dai colori dell’acqua che andavano dal verde intenso al blu, quindi ha esclamato:
“Ma è grandissimo! Questo non è un laghetto, è un lagone!!”
Ora, non esageriamo!

E’ un lago artificiale formatosi ai primi del ‘900 dopo la costruzione di una diga per alimentare una centrale idro-elettrica ed è lungo circa 3 km per 1.2 km di larghezza massima. Agli occhi di una bambina di 5 anni e mezzo, immagino che sembri enorme, però!

Scendendo per il sentiero che passa dentro la pineta, il triste fatto che, pur non essendoci la densità di persone tipica delle piscine fiorentine, la gente che aveva avuto la stessa nostra idea fosse tanta, ci ha un po’ delusi.

All'ombra della pineta

All’ombra della pineta

Eppure c’era da aspettarselo visto che intorno al lago ci sono campeggi, B&B e qualche bar. Ad ogni modo, il nostro posticino all’ombra e a 2 passi dal lago lo abbiamo trovato. Per fortuna, gli alberi che circondano lo specchio d’acqua sono abbastanza folti da donare ombra a sufficienza, il suolo è pulito e non troppo sconnesso, in modo da non dover fare la principessa sul pisello ogni 2 minuti per sassolini e pietruzze varie. Intorno ci sono anche dei barbecue con piccoli spazi pic-nic.
Per fortuna, io che non sono una mamma previdente, ma una che infila un sacco di roba a caso in borsa sì, avevo i costumi per me ed i bimbi e avevo addirittura i braccioli. Non avevamo le ciabattine, però, ma era una mancanza più ovviabile di altre.
Il lago infatti è balneabile, nonché adatto a sport quali windsurf, canoa e barca a vela. Insomma, nonostante il lago, in quanto tale, non sia esattamente trasparente come il mare di Sardegna, ragazzi e bambini che facevano il bagno erano molti, quindi ho faticato a tenere i miei figli per più di 2 minuti sull’asciugamano.

L’acqua era piacevolmente tiepida, con qualche corrente più fresca che l’attraversava a tratti.
I bambini più piccoli si divertivano come pazzi con bastoni e bastoncini che gallegiavano nel lago. A dire il vero ci si divertivano anche i cani. C’era un Labrador bellissimo che faceva il bagno bello tranquillo andando a riprendere ogni tanto i bastoni che gli tirava tutta contenta mia figlia, e mi sono chiesta: perché un cane può fare il bagno in un lago senza che nessuno si lamenti e trovando la cosa anche piuttosto naturale, quando invece portarlo a fare il bagno in mare provoca tante lamentele? Ma questa è un’altra storia e bisognerebbe raccontarla in altro ambito.

Insomma alla fine, avevamo trovato anche un tronco abbastanza grande da poter fungere da piccola zattera, se non fosse stato che essendo circolare, tendeva a ribaltarsi insieme ai miei bambini che ridevano come pazzi.
Per farli uscire dall’acqua ho dovuto promettere una merenda con muffin al cioccolato (me la sono anche cavata bene!).
Insomma: bagno nel lago, raccolta di legni e legnetti e gita su un tronco galleggiante lanciando bastoncini ai cani.

Questa è stata la nostra domenica al lago.

E la frase più bella, che ha fatto capire a me e mio marito che avevamo fatto la scelta giusta, è stata quella di mia figlia, mentre facevamo gli ultimi passi per uscire dal bosco:

“Mamma, lo sai? Io qui ci vivrei”

Accidenti!! Anch’io!!!!


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