Il mare di Marotta

Lungomare di Marotta

Lungomare di Marotta

Lo dico da quando è inziata l’avventura di questo blog che voglio scrivere un post su Marotta, la cittadina che per 40 anni è stata tappa fissa delle mie estati.
Ebbene, quando quest’anno un mio amico Marottese mi ha chiesto: “Ma tu, se non avessi la casa qui, torneresti ogni anno a Marotta?”, non sapevo esattamente cosa rispondere. E allora ho scritto un post.

E’ vero, mi piace girare, ho sempre più voglia della quiete della montagna, e sogno costantemente di poter prendere un aereo e vedere posti nuovi…ma, ad essere sinceri, se non andassi a Marotta almeno qualche giorno ogni anno, non sarebbe Estate.
Il mio giudizio su Marotta, ad ogni modo, è anche legato alla posizione della casa che i miei genitori hanno là, nonché ai mille ricordi che ho potuto accumulare in 40 anni (di cui almeno il 90% legati ai primi 20 anni della mia vita).
Avete presente quando ai corsi pre-parto, al momento del rilassamento, vi dicono di pensare ad un vostro posto speciale dove sentirvi al sicuro e felici? Ecco, io pensavo a Marotta. Provai a cambiare posto, ma non era la stessa cosa. E mentre ho partorito la mia prima figlia, piegata in due dai dolori, pensavo alla mia spiaggia dove ho imparato ad amare il mare.

Iniziamo dalle basi però.
Marotta, innanzitutto, si trova nelle Marche, sulle coste del mare Adriatico, in provincia di Pesaro, tra le più famose Fano e Senigallia. Non è molto conosciuta, tranne in Umbria dai miei compaesani (perché come dicono quelli di 7cervelli: “Il Perugino se va al mare va a Marotta“).
Fino a poco più di un anno fa era suddivisa in 3 comuni. Pensate: una cittadina di poco più di 10.000 abitanti, spartita tra 3 comuni! Da ridere! Poi però, un bel referendum datato 2014 ha messo un punto a questa bizzarria e, finalmente, oggi risulta quasi tutta sotto il comune di Mondolfo (solo una piccola parte è rimasta al comune di San Costanzo).

A Marotta non ci sono belle piazze, un bel centro, bei monumenti, belle vie o bei negozi. E che caspita c’è allora? Ci sarà un bel mare!?
Mmmmmm. A dire il vero NO! O meglio, non c’è il “bel mare” come tutti lo intendono. Anche se ha ottenuto la Bandiera Blu, non è di certo uno specchio cristallino! Le sue spiagge non sono fatte di sabbia bianca, né la costa circondata da una bella e salubre pineta o da scogliere da cartolina.
A Marotta, nella mia Marotta, c’è il mare spesso arrabbiato, quello che si infrange contro gli scogli (artificiali per altro) come se li volesse spazzare via; quello che, se può, ruba un pezzo di spiaggia alla prima tempesta; quello che, anche se ti svegli la mattina e lo vedi liscio come una tavola, alle 11 è già increspato, pieno di onde e marrone di sabbia mossa sul fondo; quello che quando piove diventa grigio come fumo e fa a lotta con il cielo per vedere chi è più arrabbiato.

 

mare mosso Marina Dicati

Mare arrabbiato – foto presa dai miei ricordi

Il mare di Marotta, è quello che Enrico Ruggeri ha guardato così tante volte da scriverci una canzone (Il Mare d’Inverno) e da chiamarlo “il suo posto speciale”.
E’ quello che rispecchia l’anima della gente, l’anima di quando ero ragazzina e volevo cambiare il mondo.
Eppure, nonostante questa componente “arrabbiata”, è anche il mare che mi dà pace e tranquillità.
Eh sì, perché la mia casa è direttamente sulla spiaggia, ecomostro ai nostri giorni, ma nel 1972, quando è stata costruita, tutto era possibile. E in quella casa mi sono addormentata e risvegliata 1000 volte con il rumore del mare. Basta pensare al rumore di quelle onde in inverno, che mi si scalda il cuore.
Spesso, quando sono lì, mi alzo quando è molto presto solo per affacciarmi dalla terrazza e guardare il mare con i pescherecci in lontananza, poi torno a letto e mi lascio cullare dal rumore delle onde.

Il sole non tramonta sul mare come in una bella cartolina, ma quando per la prima volta lo vedi nascere dal quel mare, con la striscia argentata che parte da lui e arriva a te, rendendo tutto lo specchio d’acqua di un colore indecifrabile, l’unica cosa che pensi è: Chissenefregadeitramonti!

Pescatori all'alba

Pescatori all’alba

L’acqua, poi, è subito alta, almeno quella di Marotta Sud; perché andando verso Fano, a 3-4 km da dove sono io, il panorama cambia. Ma per quanto riguarda la spiaggia dove sono io, non si devono fare camminate di km prima di riuscire ad immergersi, bastano 3-4 passi (a seconda dell’altezza della persona, ovviamente. Diciamo che 3-4 passi bastano a me e ai bambini, per gli altri forse raddoppiano), ma questo, tra l’altro, l’ho sempre reputato un pregio: non mi piace camminare e camminare prima di potermi tuffare, perché io sono una di quelle il cui bagno dura dai 30 ai 90 secondi netti da quando tolgo la ciabattina sulla riva. Io mi immergo e via, già finito, ciao. Perché, come dice la mia amica Barbara, fin da bambina, non appena mi immergevo, avevo subito freddo e volevo uscire. Dopo 40 anni lo faccio ancora e lei mi prende ancora in giro!

E poi c’è la spiaggia, quella fatta di sassi bianchi, dove solo i bambini riescono a camminare scalzi con disinvoltura, ma almeno non brucia neanche alle 13 del 15 agosto, quando sono 40°C all’ombra.

Però purtroppo, fino ai miei 18 anni, quando sono andata a trovare gli amici a Senigallia, non ho fatto neanche un castello o una pista per le biglie…MAI! Mio padre, per farmi divertire, prendeva il suo sempreverde zoccolo color panna del Dr. Scholl e usandolo a mo’ di ruspa, creava delle immense buche sulla riva del mare, facendomi una sorta di piscinetta. Devo dire che rivendo spesso questo gioco ai miei figli (senza lo zoccolo però e purtroppo con le havajanas o le crocks non viene altrettanto bene) e loro apprezzano.
Ad ogni modo, chi ha la sabbia, di sicuro non ha passato pomeriggi con la sua amica Barbara a cercare di vendere sassi colorati con i pennarelli Carioca, mettendo su un’improvvisata bancarella. A memoria, non ne abbiamo mai venduto uno, neanche alle nostre madri! Ma ci siamo divertite un sacco e io, ancora oggi, faccio colorare i sassi ai miei figli, con tanto di tempere e pennelli.

Il Mare che ruba un pezzo di spiaggia

Il Mare che ruba un pezzo di spiaggia

Insomma, non si giocherà a racchettoni e non sarà il mare della Sardegna della mia amica Franca, ma qualcosa da fare c’è sempre.

Dunque io sono cresciuta là, almeno nelle mie estati di bambina, dato che la prima volta avevo poco più di 2 mesi, e ancora oggi amo i sassi e il mare in tempesta. Là ho conosciuto le mie amicizie più vecchie, amicizie che ancora oggi coltivo e alcune di loro, come fosse una malattia, come me approdano ogni anno a Marotta. Ormai abbiamo tutti figli, compagni, cani e gatti, ma anche le differenze (comprese quelle di età) che da piccoli ci dividevano, oggi si sono appianate.
Facciamo delle grandi rimpatriate e ci crogioliamo nei ricordi tra un piatto di pasta e un barbecue. E poi c’è il mio amico Carlo, che mi omaggia ogni anno di una pizzata a casa sua. E questo, sono obbligata a dirlo, anche se i Marottesi non amano i Perugini….proprio per niente.
Eh già! Ci danno di tirchi! Ormai quando vado e qualcuno mi chiede di dove sono (anche se è un medico, un vigile o un negoziante), gli dico che sono di Firenze, tanto per star tranquilla e non temere che mi rifilino una fregatura solo per i miei natali.

Insomma, pensando alla domanda del mio amico, non so se tornerei a Marotta se fossi un’altra, se la mia casa fosse in un altro punto e non a contatto con gli odori e i rumori del mare, se ai miei figli e a mio marito non piacesse così tanto (quasi quanto a me), se il mare non fosse ancora sempre arrabbiato come quando ero bambina, se non avessi tanti ricordi e tante persone da ritrovare ogni anno o se avessi tanti soldi da passare tutte le estati alle Maldive.
Quello che so, però, è che ogni anno da ormai 40 anni, l’ultimo giorno, quando la macchina è ormai carica, mi affaccio alla spiaggia, guardo il mio mare (Ruggeri, non esserne geloso) e lo saluto in silenzio per pochi secondi, poi salgo in macchina e una lacrimuccia mi scende truffaldina a ricordarmi che un pezzo del mio cuore lo lascio lì e non lo riprenderò mai più.

NB Rigrazio per la gentilezza nel concedermi le loro preziose foto (e ne ho dovute scartare di meravigliose): Giada Bollati, Martina Dallatana e Michele Dicati (che è andato appositamente al nono piano del palazzo per farmi la panoramica del lungomare!)


6 thoughts on “Il mare di Marotta

    • Marina Post author

      Carletto, lo sai che parte del merito è anche tuo!!! Ad ogni modo ricambio: anch’io onorata della tua amicizia 🙂

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  1. Giada

    Bello e commovente. Brava Marina ,evviva Marotta.
    Ps all’assessore al turismo del luogo gli fai un baffo 🙂

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    • Marina Post author

      Via! Mi dovranno assumere!! 🙂
      E poi che ci posso fare se mi piace tanto il mare di Marotta? 🙂

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  2. Francesca

    Confesso: una lacrima, stava scappando anche a me. Marotta riesce ad essere, in alcuni momenti, il posto dove il tempo si ferma. Guardo i nostri figli e rivedo le stesse cose che facevamo noi. Negli stessi posti, negli stessi modi. Complimenti Marina, mo sono immedesimata nel tuo articolo.

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    • Marina Post author

      Credo che Marotta non sia uno di quesi posti che faccia un figurone non appena lo si visita, credo che sia piuttosto un diesel che alla fine si fa amare ed apprezzare. Il suo mare poi, resta nel cuore nonostante tutto…
      Grazie per aver lasciato commento e lacrimuccia

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