La “mia” Sardegna – seconda parte

Cartello ingresso Nuoro

Cartello ingresso Nuoro

Come promesso ecco la seconda parte del mio racconto di viaggio sulla Sardegna.

Dopo avervi parlato della parte “turistica” e delle spiagge un po’ meno conosciute di questa splendida isola, voglio raccontarvi di quella parte di Sardegna che ho nel cuore per questioni familiari.

Come molti sanno sono nata a Nuoro, dove vivevano mia nonna e il mio babbo: di mio nonno Francesco infatti non si sono avute più notizie dopo la guerra in Africa e quindi mio padre purtroppo ha pochissimi ricordi di lui.

Nuoro, situata nel cuore della Barbagia, è una città arroccata su un altopiano, ai piedi del Monte Ortobene.

E’ un posto per me un po’ “magico”, dato che andavo lì da piccola e ancora oggi ci abitano molte delle mie più care amiche.

La caratteristica di Nuoro (con l’accento sulla iniziale sulla “u”, Nùoro, e non Nuòro, come dicono i “continentali”!!!) sta nel fatto che ha una bellezza ancora un po’ selvaggia, intrisa di storia e di racconti legati ad una civiltà antica e fiera.

Se capitate in Sardegna dovete assolutamente visitarla: tra le cose più belle da vedere il Museo dedicato al Premio Nobel per la letteratura, Grazia Deledda, realizzato nella casa dove la scrittrice ha vissuto.

Farete un tuffo nel passato e nelle tradizioni popolari di questa cittadina.

Immancabile poi un salto al Monte Ortobene dove svetta la meravigliosa Statua del Redentore, eretta nel 1901, e da dove potrete osservare un panorama mozzafiato soprattutto al tramonto, circondati da lecci e rocce di granito.

Nuoro vista dal Nuraghe Tanca Manna da Wikipedia

Nuoro vista dal Nuraghe Tanca Manna da Wikipedia

Numerosi anche i Nuraghe presenti come quello di Tanca Manna, svettante su un affioramento roccioso prossimo al quartiere cittadino Su Nurache.

Si tratta di costruzioni in pietra presenti in tutta la Sardegna, ma la reale funzione dei Nuraghi è al centro di dispute tra storici ed archeologi: alcuni le ritengono semplici torri o tombe monumentali, mentre per altri erano case, ovili, luoghi sacri o persino osservatori astronomici.

Fatto sta che sono davvero belli e quello di Barumini è stato scelto per rappresentarne il vasto patrimonio, tanto che l’Unesco nel 1997 li ha riconosciuti come Patrimonio dell’Umanità.

Se vi trovate a Nuoro non perdete la Festa del Redentore, celebrata l’ultima domenica di agosto con la sfilata di gruppi folkloristici provenienti da diverse località della Sardegna: splendidi i costumi tradizionali indossati dai gruppi di ballo sardo, e suggestive le maschere dei Mamuthones, tipiche del carnevale di Mamoiada: io da piccola ne ero terrorizzata ah ah ah!

Per chi decidesse di andare nella zona della Barbagia, consigliamo anche una gita sul Massiccio del Gennargentu (in sardo “porta del vento”), tra la provincia di Nuoro e la provincia dell’Ogliastra, sulle cui pendici si trovano le sorgenti di importanti fiumi della Sardegna, tra i quali il Flumendosa ed il Taloro.

Qui, se avete fortuna, potete “incontrare” anche qualche muflone!

Muflone

Muflone

Se siete già escursionisti esperti e decidete di visitare luoghi un po’ meno conosciuti rivolgetevi al Gea Nuoro: la mia amica Cristina che da anni è iscritta visita posti incredibili!

L’altra zona che resta nel mio cuore è quella dove è nata mia madre: la Gallura.

Quando parlava di Tempio Pausania, dove è nata e cresciuta, le si illuminavano gli occhi e il suo cuore è sempre rimasto lì, insieme alle sue sorelle e ai suoi fratelli.

Da piccola trascorrevo da mia zia Stefania, che ancora ci abita, qualche giorno durante l’estate, scoprendone la bellezza e la cultura.

Tempio si trova ai piedi del Monte Limbara: è qui che mia madre aveva i ricordi più emozionanti. Un luogo incredibile con una vegetazione meravigliosa e fonti naturali di acqua purissima. C’è anche un percorso escursionistico legato all’acqua che si snoda attraverso i boschi.

Monte Limbara da Wikipedia

Monte Limbara da Wikipedia

Il centro storico è davvero singolare: i blocchi di granito grigio la fanno da padroni e i posti da visitare assolutamente sono il Parco delle Rimembranze e la Fonte Nuova (Funtana Noa).

Ciò che mi è rimasto sempre nel cuore è però Lu Baddhittu, il balletto sardo di Tempio, dato che mia zia è stata una delle più longeve ed amate insegnanti, e anche io e mie sorelle da piccole abbiamo imparato qualche passo (loro in realtà hanno anche ballato e sfilato…altrimenti se non lo dico si offendono ah ah ah).

Tra i racconti di mia madre quello legato al carnevale tempiese (Lu carrasciali timpiesu) è sicuramente il più suggestivo: fin da piccola insieme alle amiche di sempre si travestiva e per 6 giorni potevano divertirsi (cosa rara a quei tempi!) tra maschere e carri.

Ancora oggi è il più famoso della Sardegna.

Sempre a Tempio potete anche visitare il Museo storico delle macchine del sughero: sì perché la Gallura è una delle zone più ricche di sugherete ed alcune sono davvero impressionanti, tanto che esiste un percorso di 30 chilometri da fare in bicicletta o a piedi lungo il vecchio tracciato della ferrovia a scartamento ridotto che in passato collegava Tempio Pausania e Calangianus con la stazione di Monti per trasportare il sughero verso il porto di Olbia.

Spostandovi nel territorio di Luras, sempre in Gallura, potrete vedere da vicino gli olivastri millenari.

Olivastro da Wikipedia

Olivastro da Wikipedia

In particolare in località Santu Baltòlu di Karana, presso la chiesetta di campagna dedicata a San Bartolomeo, è situato il più vecchio di questi olivastri, che dai luresi viene confidenzialmente e rispettosamente chiamato S’Ozzastru. Ha una circonferenza di 12 metri ed è alto 8 metri. La sua età, secondo alcuni esperti, è stimata tra i 3 ed i 4mila anni, risultando così uno dei più vecchi d’Europa.

Nel 1991 è stato dichiarato Monumento naturale ed inserito, per la regione Sardegna, nella lista dei “Venti alberi secolari”, uno per ogni regione italiana.

Proprio tra questi olivastri conserviamo una delle foto più belle di mia madre, perché la natura è sempre stata il suo regno indiscusso.

Ci sono altri migliaia di luoghi da poter visitare in Sardegna, perché in ogni angolo scoprirete segreti e meraviglie che quest’isola riesce a regalare: io mi fermo qui, sperando, un giorno, di poter tornare a vivere lì.

Buona Sardegna a tutti!


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