La Saga del Mago Nero

La trilogia del Mago Nero

La trilogia del Mago Nero

La saga del Mago Nero di Trudi Canavan

   – La Corporazione dei Maghi

   – La Scuola dei Maghi

   – Il segreto dei Maghi

Premetto che scrivo nel mio giorno di lutto da fine saga.
Questo farà sì che alcuni miei giudizi saranno più dettati dal cuore e dalle emozioni provate nel leggere questa saga, piuttosto che da una lucida riflessione.
Alle volte, per entrare bene in una storia, abbassiamo le nostre barriere, così che riusciamo a sentire sulla pelle le emozioni dei personaggi e comprendiamo meglio le loro storie, le viviamo come se fossimo parte di esse insomma. Questo non succede sempre, succede solo quando un romanzo o un film ci appassionano. Mi è successo con questa storia appunto, e questo ha fatto sì che, anche dopo la parola fine, le emozioni e i personaggi mi siano rimasti sulla pelle come piacevoli profumi. Questa dolcezza mi impedisce di abbandonarli totalmente e ricreare le mie barriere.

Ho pensato molto se scrivere un post per ogni libro, oppure un post unico per tutti e tre i romanzi.
Ho deciso per quest’ultima soluzione perché non sono qui a recensire libri, ma a consigliarveli, e non potrei farlo se non proponendovi la visione d’insieme della storia. Altrimenti sarebbe come raccontarvi Il Signore degli Anelli fermandomi al primo libro (La Compagnia dell’Anello) o Harry Potter senza parlare di Voldemort!

Ho iniziato a leggere il primo libro (La Corporazione dei Maghi) su consiglio della mia amica Niki e anche incuriosita dal fatto che ne avevo letto, in realtà per errore, il prequel, L’Apprendista del Mago, che non mi aveva entusiasmata (come ho specificato nel mio post di qualche settimana fa), ma che presumevo fosse stato scritto per dare un passato alla terra in cui si ambienta la Saga del Mago Nero: Kyralia.

La trilogia, al contrario del prequel, è davvero affascinante e coinvolgente.
I tempi narrativi sono veloci e direi perfetti soprattutto nel terzo libro (Il Segreto dei Maghi).
I personaggi sono meravigliosamente descritti e tutti o quasi, entrano nel romanzo in un modo e ne escono cambiati, cresciuti, ricchi di spessore. uno di questi in particolare diventa meraviglioso (per sapere chi, riservo la fine del post a rivelazioni sulla trama e sui personaggi)

In realtà il primo romanzo, La Corporazione dei Maghi, è quasi una lunghissima prefazione, che serve però ad entrare bene nel mondo della saga e a conoscere e familiarizzare con tutti (o quasi) i personaggi che avranno un posto importante nei tre romanzi. Non che questo lo renda noioso, ma sicuramente risulta più lento degli altri due. Il ritmo narrativo, ad ogni modo, è un crescendo dall’inizio alla fine. Nell’ultimo romanzo succedono tante e tali cose da non rendertene neanche conto fino alla fine.
La storia viene stravolta, rielaborata; niente è scontato, nessun personaggio o storia sono prevedibili, nessuna sensazione o verità sono assolute.

Il secondo romanzo, La Scuola dei Maghi, pur fornendo elementi fondamentali per lo svolgimento della storia e per la crescita dei personaggi, risulta quasi una piacevole pausa, tra lezioni all’Università dei maghi, spiacevoli scontri tra la protagonista Sonea e gli altri novizi, che la odiano perché fa parte del popolo, e la conoscenza da più vicino del Mago Nero. Alle volte, l’inimicizia tra Sonea e il novizio Regin, mi ha ricordato gli scontri tra Harry Potter e Draco Malfoy, però il personaggio di Sonea è completamente diverso e su tutta la sua esperienza all’Università grava qualcosa di molto pesante e ansiogeno, tanto che ad ogni svoltare di pagina ti aspetti che accada qualcosa che non vorresti.

Meritano un accenno l’inizio dell’intera storia e l’ambientazione.

Il fantasy è inserito in un mondo immaginario, dove il Regno di Kyralia è alleato con le terre confinanti tranne che con Sachaca, con cui hanno  combattuto secoli prima vincendo la battaglia e distruggendone gran parte del regno rendendolo terra desolata per non permettere ai maghi Sachacani di ritentare la conquista dei loro vicini. Il Regno di Kyralia ha una gerarchia semplice: c’è il Re che comanda su tutti, poi c’è la Corporazione dei Maghi che pur facendo capo al re, ha le sue regole e il proprio Sommo Lord, quindi ci sono le Case di nobili (bacino d’utenza per trovare nuovi giovani maghi), e infine c’è il popolo, fatto di commercianti, di dwell (che sono i poveri e i reietti della società), e di Ladri, una congrega che comanda il mondo meno abbiente di Kyralia, con le proprie regole, le proprie gerarchie e i propri segreti.
Il re, ogni anno, indice l’Epurazione, un giorno in cui tutti i poveri e i vagabondi vengono cacciati dalla città con l’aiuto dei maghi, protetti dall’odio degli sfollati che lanciano loro sassi e pietre da uno scudo magico. Questa volta, però, un sasso passa la barriera e colpisce uno dei maghi. Dato che l’unica spiegazione per cui la pietra sia riuscita a passare, è che, chi l’ha scagliata, abbia poteri magici, la nostra protagonista, Sonea, autrice del colpevole lancio, ma ignara e sorpresa quanto i maghi stessi, inizia la sua fuga dalla Corporazione credendo che le vogliano far del male, mentre in realtà la vogliono solo aiutare a controllare i poteri prima che essi abbiano la meglio su di lei.
La Corporazione da secoli ormai, recluta maghi solo tra i giovani delle Case, quindi l’entrata così impetuosa di Sonea tra le loro fila, sarà fonte di problemi e incredibili sorprese.
Con lo srotolarsi della trama scopriremo anche chi è il mago nero, cosa fa e quale sarà la parte di Sonea in tutto questo…almeno all’inizio.

L’autrice affronta anche una tematica delicata che è quella dell’omosessualità e l’intolleranza profonda e totale con cui si scontrano due dei personaggi della storia. E’ la prima volta, credo, che trovo questo tema srotolato e ampiamente affrontato in un romanzo fantasy e ho apprezzato lo sforzo dell’autrice di metterci di fronte ad uno dei problemi della società moderna che è l’intolleranza senza ragione.

ATTENZIONE: La parte che segue contiene SPOILER

Devo dire che quello che mi ha affascinato della storia, oltre a quello già detto, è il fatto che la storia inizia in un modo e poi si svolge e finisce in modo completamente inaspettato. In ogni fantasy il Bene vince sul Male, non avrebbe senso altrimenti, ma il bello è che per la prima volta quello che è un po’ il personaggio portante, il mago nero, nel primo libro appare a tratti e all’inizio non è chiaro chi sia se non da qualche indizio. Proprio alla fine del primo libro infatti, non solo abbiamo la conferma che il Sommo Lord Akkarin, che è a capo della Corporazione, è un mago che usa la magia nera, ma ci viene proposta la possibilità che sia intenzionato a nuocere a Sonea, l’unica che in realtà ha scoperto il suo segreto. Nel secondo libro, tutte le ricerche e i tentativi di trovare il modo di affrontare un mago così potente prima che lui si renda conto che qualcuno sa il suo segreto, vengono annullati dalla scoperta da parte dello stesso Akkarin del fatto che Sonea, il tutore della ragazza e il suo vecchio amico Lorlen conoscono il suo segreto. A questo punto il Sommo Lord diventa ancora più malvagio agli occhi del lettore perché prende in “ostaggio” Sonea diventandone il tutore e comprandone il silenzio con la minaccia di nuocere alle persone che ama, così come minaccerà il suo amico Lorlen e Lord Rothen, ex tutore di Sonea, di nuocere alla ragazza se lo avessero denunciato alla Corporazione. Il secondo libro passa tra le angherie del novizio malvagio Regin e la “prigionia” di Sonea che cerca di stare meno possibile in presenza del suo nuovo tutore e a cui è vietato ogni contatto con Lord Rothen e l’amministratore Lorlen.

Sketch di Akkarin

Sketch di Akkarin

Mentre ci si avvicina alla fine del secondo libro, però (e col senno di poi anche ricordando qualche piccolo segnale in precedenza), una piccola pulce si insinua nel lettore. Un’attenta analisi del comportamento del Sommo Lord fa sorgere delle domande ad una persona accorta. L’epilogo de La Scuola dei Maghi apre infatti una nuova pista e inizia a porre sotto una nuova luce il Mago Nero che poi, nel terzo libro, si rivelerà per quello che è veramente.

Infatti ne Il Segreto dei Maghi, Akkarin finalmente racconta la sua triste storia e dal suo passato emerge la spiegazione del suo uso della magia nera, che secoli prima era semplicemente chiamata Magia Superiore e non aveva alcun connotato negativo. All’inizio, unica testimone della rivelazione è la stessa Sonea, che diventa prima la sua discepola, capendo che l’unico motivo per cui il Sommo Lord usa la Magia Nera è per salvare Kyralia dalla minaccia degli Ichani (maghi molto potenti di Sachaca senza terra perché scacciati dal loro re) e poi ne diventa alleata quando la Corporazione scopre il loro segreto e, non credendo loro, esilia entrambi proprio quando gli Ichani stanno per attaccare.

La condivisione di una sorte ingiusta e la conoscenza derivante dal lungo tempo passato insieme, nonché la nuova luce sotto cui viene finalmente mostrato Akkarin, fa nascere la bella e dolce storia d’amore tra lui e Sonea. I due protagonisti alla fine riescono in segreto a tornare ad Imardin (capitale di Kyralia) proprio nel momento dell’attacco degli Ichani e a salvare il loro Regno e la Corporazione.

Tutto questo ad un caro prezzo, però, perché nello scontro finale, per sconfiggere l’ultimo Ichani, Akkarin dona tutta la sua energia a Sonea e muore. Devo dire che la morte di lui, pur essendo forse l’unica soluzione possibile (dato che la Corporazione e il Re non gli avrebbero mai permesso di tornare alla sua vita di prima dopo aver disubbidito), mi ha sconvolta nel vero senso della parola. Non ci volevo credere e continuavo ad andare avanti e indietro tra le pagine, sperando che proprio grazie a qualche magia, non fosse davvero morto o che avessi interpretato male le parole del libro. Volevo il lieto fine, lo ammetto. Volevo che Sonea ed Akkarin vivessero liberi il loro amore e che trovassero la loro pace.

Sicuramente la rivalutazione di Akkarin da parte di tutti i maghi e del re dopo la scoperta della verità, può essere considerata già abbastanza per un personaggio che viene visto per i 2/3 della saga come il cattivo di turno, ma l’ingiustizia di tutto e l’immagine di Sonea che viene a forza strappata dal corpo senza vita dell’innamorato, lasciano l’amaro in bocca. Avrei voluto avere anch’io il mio scudo, come uno dei tanti scudi magici alzati dai personaggi per proteggersi dagli attacchi del nemico. Invece, come accennavo all’inizio, le mie barriere erano completamente abbassate e il dolore della protagonista e delle morti che aleggiano alla fine della battaglia, mi ha colpita in pieno, lasciandomi frastornata e dissociata dalla mia realtà.

Ad ogni modo, l’epilogo non è altro che l’indizio e inizio per la saga successiva, La Saga dei Maghi (che ho già comprato, per inciso): Sonea convince il Re a far cessare l’Epurazione e allarga la pratica della Guarigione tramite la magia anche ai poveri, e in più, per una regola antica (che a dire il vero non amo particolarmente) per ogni morte serve una nuova vita, quindi il libro si chiude con Sonea che rivela alla zia e al suo ex tutore Rothen di essere incinta.

Alla prossima saga!


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