La storia di Lea e Cervina

Lea e Cervina da sito La Nazione

Lea e Cervina da sito La Nazione

Un po’ di tempo fa leggevo sul sito de La Nazione, la storia di Lea e Cervina, un daino ed un pastore maremmano che da 6 mesi, nelle campagne di Montemurlo, in provincia di Prato, si incontrano e vanno in giro, insieme per i boschi.

Un’amicizia strana quella tra i due, dalla quale dovremmo tutti imparare qualcosa, soprattutto che spesso tra gli animali, a differenza degli esseri umani, le diversità non esistono.

Quante volte infatti non ci avviciniamo a qualcuno perché “diverso” da noi, per razza, cultura, religione, sfera sessuale?

Amo pensare che se tutte queste differenze venissero in qualche modo eliminate si vivrebbe decisamente meglio!

Anche nel nostro piccolo potremmo cercare di migliorare i rapporti con gli altri, fermandoci per un momento a pensare che l’unica cosa davvero importante è quella di star bene insieme, al di là di ogni preconcetto.

Sono proprio i nostri pregiudizi infatti ad ostacolarci, a precluderci molte occasioni solo perché bloccati da luoghi comuni.

Sono queste cosiddette “differenze” che fanno scattare rabbia e odio, come sempre più spesso la cronaca ci insegna: basti pensare agli attentati terroristici fatti in nome di religioni diverse, a guerre che vengono scatenate ogni giorno e in ogni parte del mondo per differenze culturali, politiche e, sempre, religiose.

Ma proprio la religione dovrebbe unire e non dividere le popolazioni, perché in qualunque Dio si creda, dubito che professi odio e non amore!

Forse allora Lea e Cervina possono insegnarci una lezione importante: stanno bene insieme e per questo hanno deciso di trascorrere le loro giornate in compagnia l’una con l’altra, semplicemente.

Io ho avuto la fortuna di essere cresciuta in una famiglia che mi ha insegnato a non giudicare qualcuno solo dall’aspetto esteriore o dalla razza.

Anzi, la diversità è stata vista come un’opportunità per imparare qualcosa di nuovo.

Per questo mi piace pensare che per i bambini, gli adulti di domani, potrà esserci un mondo dove le differenze avranno un valore aggiunto e non porteranno ad inutili distanze.


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