L’anello dei Faitoren di E. Barker

L’anello dei Faitoren di Emily Croy Barker

Ovvero: come una studentessa di Lettere può diventare una maga.

 

L’anello dei Faitoren, uscito in traduzione italiana nel 2015, è un romanzo fantasy, anche piuttosto femminile, direi.
La scrittrice Americana ha lavorato per 20 anni come giornalista, ma, contrariamente a quello che si può pensare, il suo modo di scrivere è tutt’altro che asciutto e sintetico. Anzi! Diciamo che alle volte è fin troppo descrittivo e pieno di dialoghi inutili che avrebbero potuto essere accorciati di almeno un terzo con lo stesso risultato (tranne la noia del lettore).
L’intero libro, a dire il vero, poteva essere almeno di 200 pagine più corto e riassutivo, senza perdere significato e aumentandone sicuramente il piacere della lettura.
Le prime 100 pagine, poi, sono davvero noiose e pesanti. Si fatica a capire dove voglia arrivare, perché ci stia dando così tanti particolari inutili e ripetitivi e ammetto di aver pensato di abbandonare la lettura almeno 100 volte (una per ogni pagina).

Dopo questa premessa, che sicuramente non vi farà venir voglia di leggere il romanzo (ma abbiate fede), sono a confessarvi che, invece, e inaspettatamente, il ritmo del romanzo cresce e la storia si definisce abbastanza bene. Rimane qualche pecca narrativa a mio parere (tipo i dialoghi troppo lunghi e spesso ridondanti), ma la storia “prende” anche se non perfetta (che è poi è la cosa importante di un libro).
L’ambientazione è  pieno fantasy “originario”, quello ambientato nel “medioevo” per intendersi, con maghi, stregoni, esseri mostruosi e demoni, con gli inverni freddi scaldati da qualche pelle di animale e focolari sempre accesi nelle sale di pietra, con minestre mangiate in scodelle di terracotta e spade da affilare prima di una battaglia.

La novità (anche se Mark Twain riderebbe di questa mia affermazione) è che la protagonista, Nora, entra in questo mondo tramite un passaggio tra mondi e, dal XXI secolo, si trova catapultata in una terra senza cellulari, automobili, o televisione, un mondo dove si parla un’altra lingua (l’Ors) e dove lei non è altro che una donna sola il cui protettore, Aruendiel, è un vecchio mago scorbutico e potente al contempo. Ad ogni modo lui è stato nella sua realtà, 90 anni prima e la presenta a tutti come quella venuta da un altro mondo. Perché in una terra dove esiste la magia, venire da un altro mondo non è una cosa così strana, in definitiva!
All’inizio del romanzo Nora è una ragazza triste ed insicura, appena lasciata dal suo ragazzo per un’altra, ama la letteratura, ma la sua carriera universitaria non va avanti perché non ha nuove idee. Insomma, un inizio alla Chick Lit.
Poi trova un cimitero durante una passeggiata in campagna ed entra in questo nuovo mondo fantastico senza neanche rendersene conto. D’apprima, viene presa nella rete di Ilissa, una maga molto potente che è a capo del popolo dei Faitoren e che la stordisce con i suoi incantesimi, rendendola sua schiava; salvata poi dal mago Aruendiel, Nora crescerà come personaggio diventando una donna sicura e indipendente, dove sicurezza e indipendenza saranno anche la benzina per la sua mente intelligente ed attenta, cosa che contribuirà alla sua sopravvivenza e al suo rapporto con lo stesso Aruendiel.
Quest’ultimo personaggio sarà la parte interessante del romanzo, perché, benché sia sempre sulla bocca di tutti e plurime voci girino sulle vicende della sua vita, egli nasconde sempre qualche risvolto inaspettato e punti di vista differenti. I dialoghi tra lui e Nora saranno spunto di riflessione, spesso, non solo per il lettore, ma anche per lo stesso mago che, nonostante l’età, è capace di mettersi ancora in discussione.
L’anello del titolo, infine (titolo che, come spesso succede, non ha niente a che fare con quello originale: “The Thinking Woman’s Guide to Real Magic”), è il mistero di tutto il romanzo.
Nora, lo ha in dono dal figlio di Ilissa, Raclin, non appena entra nel nuovo mondo e non riesce più a toglierlo. Ci proverà sempre e comunque, ma perché glielo abbiano messo rimane per lei un mistero.

E qui arriva l’ultimo punto negativo del libro: perché questo non è un romanzo autoconclusivo, preparatevi dunque. E non solo! L’autrice al momento ha finito la prima bozza del sequel e ne ha iniziato la revisione, quindi non si ha ancora una data di pubblicazione prevista per il volume 2.
Detto ciò, vedete voi se conviene superare tutte queste cose negative e godervi una storia senza finale, ma coinvolgente, o aspettare che esca il seguito (spero conclusivo) tra qualche anno almeno.

Dal canto mio, credo che, se lo avessi saputo, forse non lo avrei letto. Anche se, a dirla tutta, ho iniziato Eragon e il Trono di Spade ben prima della stesura del loro finale, quindi, non sono certo quella che può dare consigli giusti!

Ad ogni modo ringrazio la mia amica Chiara per avermelo consigliato e prestato! Un fantasy è sempre un fantasy!

Marina


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