L’apprendista del mago

Copertina del libro

Copertina del libro

Oggi vi parlerò di un libro fantasy (il mio genere preferito, come avrete intuito) del filone legato alla magia e a mondi antichi, dove cellulari, negozi, energia elettrica non esistono e non ne hanno neanche ragione:

L’apprendista del mago di Trudy Canavan.

Ero indecisa se scrivere un post su questo libro o meno, in realtà, per 2 motivi:

1.      Non mi ha fatto impazzire e ne spiegherò più avanti i motivi.

2.      E’ il prequel della trilogia del Mago Nero, quindi mi sembrava di parlare di qualcosa che è solo un’anticipazione.

In effetti avrei voluto e dovuto prima leggere la trilogia, perché sicuramente questo romanzo è stato scritto per dare dei Natali e delle origini ad alcuni punti cardine della saga. Magari ne avrei colto meglio il quadro di insieme, ma ci avrei messo troppo.

Il libro è ambientato secoli prima della trilogia, a Kyralia, un mondo in stile “medioevale”, con maghi a capo dei villaggi, braccianti che lavorano la terra e un re che governa tutto dalla città al centro del regno, Imardin. Ci sono regni confinanti che hanno a loro volta i propri regimi  e leggi. Uno di questo è Sachaka, dove vigono leggi molto severe, dove ci sono poche famiglie di maghi al comando e tutto il resto della popolazione è ridotto in schiavitù, dove le donne non valgono nulla (anche se sono un gradino più in alto degli schiavi) e l’obbedienza di CHIUNQUE all’intero sistema è fondamentale, pena la morte.

Anni prima, Kyralia era stata sotto il dominio di Sachaka e tutti erano stati ridotti in schiavitù finché non si erano ribellati ottenendo di nuovo l’indipendenza.

I maghi comandano dunque.

A Kyralia ogni mago ha di solito un apprendista scelto da un membro di una casata “nobile” a cui insegna la magia in cambio di “energia”. Infatti chi usa la magia può prendere energia vitale da qualsiasi essere vivente, ma se qualcuno è dotato di magia, il mago potrà attingere molto più potere e conservarlo per poi usarlo a suo piacimento.

In questo panorama si inseriscono i “talenti naturali”, soggetti che inaspettatamente sviluppano poteri magici e che quindi per legge devono essere presi come apprendisti per insegnar loro a controllare la magia onde evitare di far del male agli altri e a se stessi.

fotola-trilogia-del-mago-nero-di-trudi-L-EBRu3gQui entra in gioco Tessia, la figlia del guaritore del villaggio che è costretta ad abbandonare l’apprendistato col padre dopo che dimostra di possedere doti magiche scaturite in seguito al tentativo di violenza da parte di un mago malvagio, Takado, proveniente da Sachaka e in visita presso Lord Dakon, il mago del paese in cui vive la ragazza. Tessia inizia così il suo apprendistato, dividendo gli insegnamenti del suo maestro con Jayan, altro apprendista appunto, di origini più elevate, che all’inizio non gradisce la presenza della fanciulla e ne disprezza la passione per le arti curative insegnatele dal padre, passione che sembra anteporre sempre all’interesse per la magia.

Tessia in realtà ha un carattere forte, determinato, è una ragazza buona e intelligente, a volte lungimirante e più saggia degli altri maghi più anziani.

Queste sue doti positive la porteranno ad essere ben voluta da tutti nonostante le sue origini modeste e nonostante il fatto che sia una donna, “caratteristica” poco apprezzata a quell’epoca.

Proprio quando l’insegnamento della magia di Tessia sembra andare bene, Takado,  il mago che aveva cercato di violentarla, decide di attaccare il suo villaggio mentre lei, Jayan e Lord Dakon sono lontani.

Appoggiato da altri maghi di Sachaka, questi riuscirà a trascinare il proprio re e l’intero regno in una guerra per riconquistare Kyralia.

Parallelamente si svolge un’altra storia, la storia di Stara proveniente da un terzo regno, Elyne (dove vive gente libera come a Kyralia). La ragazza a 25 anni decide di andare a vivere con il padre che è un Sachakano sognando di aiutarlo con la sua impresa commerciale, invece si ritrova prigioniera delle leggi di quel regno severo, con un matrimonio combinato, un padre duro e freddo. Riscoprirà il valore dell’unione e dell’appoggio di altre donne per superare  e sopportare la sua nuova condizione.

foto saghe-fantasy-18-la-trilogia-dei-maghi-di-tru-L-exJEm1Mi sono chiesta fino alla fine il senso di questa seconda storia, pensando che i 2 filoni ad un certo punto si sarebbero incontrati e fusi; invece con grande stupore essa non è stata altro che un bel dipinto che aiuta il lettore a capire meglio le leggi che regolano Sachaka, tanto che Stara incrocia solo per qualche secondo Tessia e Jayan proprio verso l’atteso finale.

Credo appunto che il libro intero sia solo un porre le fondamenta di tutto quello che sarà presente nella trilogia del mago nero e che lo si capisca appieno solo leggendolo, in realtà, dopo la trilogia stessa.

Uno dei dubbi più grandi mentre leggevo, derivava dal fatto che, quasi per tutta la durata del libro, sono presenti molte parti davvero lente, altre che sembrano senza senso o comunque noiose e poco pertinenti (a meno che una scrittrice non voglia fare un resoconto dettagliato della vita del tempo, obiettivo non esattamente primario degli scrittori di fantasy). In alcuni momenti ho avuto come la sensazione che la scrittrice non sapesse esattamente cosa far fare a questi maghi o dove farli andare, e quindi buttava giù un’idea, come se questo fosse il romanzo di uno scrittore alle prime armi.

In alcuni punti, proprio quando c’era bisogno di particolari o di qualche parola in più, il discorso veniva troncato e liquidato in fretta; al contrario, si soffermava su dettagli insignificanti e noiosi in altri parti poco interessanti.

Raistil Majere

Raistil Majere

Mentre leggevo il romanzo (anche se non sono ben sicura del motivo) continuavo a pensare al personaggio meraviglioso e pieno di sfaccettature di Raistlin Majere di Tracy Hickman e Margaret Weis e non potevo fare a meno di notare quanto questi maghi, al confronto, siano “piatti”, ancora agli albori, poco consci di quello che la magia possa davvero fare nel mondo del fantasy e poco ricchi di sorprese.

In definitiva, non è un libro che possa catalogare come brutto o un libro da sconsigliare, sicuramente ha del potenziale, però sospendo il giudizio fin quando non avrò effettivamente letto gli altri 3 libri (cosa che avverrà con molta calma dato che ultimamente riesco a leggere appena qualche capoverso prima che Morfeo mi rapisca bruscamente).

Abbiate pazienza…tanta pazienza. Io, al contrario di Tessia & Co. non sono una maga!


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