Necropolis – La città dei morti

Locandina Necropolis - La città dei morti

Locandina Necropolis – La città dei morti

Parto dicendo che non sono un’esperta di cinema e non ho quindi la presunzione di capire se un film è bello in assoluto e non userò quindi terminologie tecniche….vi dirò solo se quello che vedo mi piace o meno: insomma parlerò dei miei gusti personali, che possono anche non essere condivisibili da tutti.

Sono un’amante dei film horror: l’Esorcista, per farvi capire, è uno dei miei preferiti.

L’altro giorno, dato che in televisione come spesso accade non c’era nulla, ho guardato Necropolis – La città dei morti, uscito l’anno scorso.

Vi dirò brevemente che il film parla di una studiosa alla ricerca della pietra filosofale di Nicolas Flamel (citato tra l’altro anche nel primo libro della saga di Harry Potter, tanto per rimanere in tema con Tuttigusti +1!).

La giovane ricercatrice si avventura in una zona proibita delle catacombe di Parigi, insieme ad un amico, ad un cameraman che sta girando un documentario, e ad altri tre giovani, che conoscono bene le catacombe.

Appena scendono sotto terra iniziano a capitare cose strane: un pianoforte che compare dal nulla, strane visioni, apparizioni di personaggi alquanto sinistri….

Ecco, se soffrite di claustrofobia non è il film adatto a voi, ma devo dire che a me non è dispiaciuto.

La storia scorre, per gli amanti del genere è effettivamente angosciante e anche le “visioni” non sono eccessive, anche se, a mio avviso, a tratti un po’ banali.

Anche in questo, come accade ormai spesso negli ultimi anni per i film horror, viene usato un tipo di ripresa con telecamere a spalla, girate direttamente dai protagonisti, una specie di “falso documentario” per far credere che si tratti di una storia vera: dico, questo poteva anche andar bene ai tempi di The Blair Witch Project, ma ora anche mia nipote Giada sa che di vero c’è poco e niente!

Insomma personalmente non sarei andata a vederlo al cinema, ma da guardare una sera a casa con una ciotola di popcorn (che poco hanno a che fare con la paura!) direi che si fa vedere.


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