Quando il cane (non) va in vacanza

foto di etnamarereporter.itPrima di partire per le vacanze, vorrei poter avere dei poteri magici e leggere nel cuore delle persone. Non di tutte, ma solo di quelle che stanno già covando (o hanno covato) l’idea di abbandonare il proprio animale domestico da qualche parte, perché non sanno come andare in vacanza. Che poi, non è che questa gente non sappia davvero come portarlo in ferie, perché se solo la loro attenzione si concentrasse su come e dove poterlo portare in vacanza, gli si aprirebbe il mondo delle possibilità.

No! Questa gente non ci pensa proprio a portarlo con sé. Fuori discussione. Punto e basta!

A nulla vale scervellarsi per capire perché abbiano preso un cane o un gatto se poi non lo amano di infinito amore e non onorano il patto miracoloso che unisce la nostra razza a questi animali.

Avranno anche sentito la storiellina di tutti quegli abbandoni durante e prima delle ferie, e allora cosa avranno pensato?

Se poi non lo voglio, lo abbandono anch’io…tanto lo fanno tutti.

Oppure non avranno neanche considerato davvero il fatto che, se tanta gente li abbandona, è perché gli animali domestici sono un impegno?

A nulla vale scervellarsi.

Non c’è risposta all’egoismo, alla mancanza di compassione, al menefreghismo e alla leggerezza dell’essere umano. Non parlo di tutti, ovviamente.

Per fortuna non siamo tutti uguali, mi viene da pensare.

Ma se è vero che la gente, la maggior parte della gente (mi piace pensarlo almeno), che ha un animale, lo ama come un familiare, ne piange la morte come fosse quella di un fratello, li coccola e sente il bisogno della loro presenza come un balsamo per la propria vita, cosa non va nella gente che li abbandona?

Altra domanda inutile? Non so. Non riesco a capire perché in alcune persone non possano essere toccate le corde della loro umanità come in altre.

E allora dedico questa storia a loro, quasi come fosse una preghiera, sperando che, un giorno, il mondo non diventi un posto dove scontare i propri peccati, perché altrimenti saranno loro quelli abbandonati in autostrada al sole cocente, con il cuore spezzato per un amore assoluto che è stato tradito e calpestato:

“Oggi sono qui, in questo angolo di Paradiso.

Sono in fila, ad aspettare.

Oggi ascoltano le preghiere di noi animali smarriti

In realtà io non sono smarrito

Il mio padrone mi ha lasciato attaccato al guard-rail della strada che portava al mare.

Non so se lo ha fatto apposta…non ho capito.

Avevamo preparato tutto, cioè lui aveva preparato tutto:

le valigie, le borse frigo, insomma: tutto!

Pensavo ci fosse anche la roba per me,

in fondo mi aveva preparato la copertina per stare sul sedile.

Mi ero appena appisolato. Mi ha fatto scendere, mi ha legato e poi mettendo ancora un po’ a posto l’auto e guardandosi intorno con fare nervoso è salito in macchina e se n’è andato

Ho aspettato non so quanto. Pensavo fosse come quando va al lavoro, che poi torna!

Era caldo.

Non mi aveva lasciato neanche l’acqua da bere, per questo penso che in realtà si fosse dimenticato di me quel giorno.

Avevo sete, molta sete, e non c’era dove potermi stendere all’ombra. Piano piano i miei ricordi sono diventati confusi.

Poi ho chiuso gli occhi perché erano diventati troppo pesanti. Faticavo a respirare.

A quel punto, credo, ho sentito braccia e mani fresche che mi sollevavano e portavano in braccio. Mi sono risvegliato qui.

Dicono fossero di Dio, che non ho ben capito chi sia, ma è sicuramente una persona buona e gentile. Mi ha portato nel suo giardino meraviglioso con tanti altri animali, tutti smarriti o abbandonati. Abbiamo cure speciali noi.

E possiamo esprimere desideri e preghiere.

Oggi è il mio turno, ho pensato a lungo cosa vorrei perché qui ho tutto e per una strana magia non mi manca il mio vecchio padrone. Voglio dire: sto bene ora! Immagino stia bene anche lui, perché da laggiù non mi è arrivato neanche un suo pensiero. Sapete? Dicono che lo avrei sentito….col cuore. E allora ho pensato che forse il problema era che non avevo un cuore.

Così, la prima volta che sono venuto qui, a questo banco dei desideri, ho chiesto un cuore. Ma Dio mi ha sorriso e ha detto che io il cuore ce l’ho e che funziona alla grande.

E allora ho capito cosa chiedere questa volta e so di non sbagliarmi.

«Dimmi, Zack. Cosa desideri?» Mi chiese Dio con la sua voce vellutata e rassicurante.

«Voglio un cuore, ma non per me. Lo voglio per il mio vecchio padrone. Credo ne abbia bisogno!»”

Dedicato ai tanti cani che ho avuto e amato (a due in particolare che mi hanno salvato anni fa), a quelli come mio padre che non è mai andato via neanche un week-end se non sapeva in che mani lasciava i propri cani, a quelli che inchiodano per strada e fanno tardi al lavoro o a qualsiasi appuntamento per  soccorrere un cane smarrito, a quelli che dedicano la propria vita o anche solo poche ore per aiutare gli animali che non hanno la fortuna di avere una casa e padroni amorevoli, a quelli che hanno avuto almeno una volta il cuore spezzato per la morte di un animale, e infine a quelli che sanno che questo post è forse troppo semplicistico, ma che sperano, come me, che la mia preghiera arrivi a destino.


2 thoughts on “Quando il cane (non) va in vacanza

    • Marina Post author

      Sono pienamente d’accordo. Il problema è che riuscire a prendere qualcuno in flagrante, in questi casi, è davvero difficile. E ringraziamo che ci sono almeno delle leggi che fino a qualche anno fa non esistevano neanche!

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