Mettiamo tre minuti di corsa

foto di wallpbdEbbene, proprio per dimostrare che al contrario di Franca, regina del suo club dei pigri, Nicole ed io siamo invece due grandi sportive, ho deciso di raccontare la storia della nostra prima corsa di stagione.

Proprio quando la prova costume inizia a reclamare il suo potere seduttivo e la primavera inizia a minacciare di farci ridurre drasticamente gli strati di tessuto dei nostri vestiti, io decido che, finalmente, dopo 200 anni, posso tornare a correre.
Quindi, durante uno dei miliardi di aperitivi di Franca e Nicole in cui capito per sbaglio, la scorsa settimana, dico:
“Bene, ho deciso che giovedì andrò a correre!”
“Vengo anch’io” esclama subito entusiasta Nicole, che pur di fare qualcosa di nuovo, verrebbe a cuocere le uova in riva al fiume.
Bene! Lei però, che sullo sport è meno disorganizzata di me (strano ma vero, esiste qualcosa in cui Nicole è più organizzata di qualcun altro), decide che dobbiamo fare 2 minuti di corsa, 5 di camminata veloce, 2 minuti di corsa, 5 di camminata veloce, 2 minuti di corsa, 5 di camminata veloce, e così via…..cioè, così via si fa per dire….già 6 minuti di corsa totali mi sembrano esagerati dopo 200 anni che non corro e l’unico sport che faccio è correre dietro a mio figlio di 30 mesi.
Ci mettiamo d’accordo sull’orario. Io riesco a trovare in fondo ad un cassetto una tuta decente e mi lego i capelli per fingere maggior professionalità. Bene, ora dove metto lo stretto indispensabile, cioè cellulare e chiavi di casa?
Mio marito mi presta il suo marsupio che, ahimé, è un po’ largo, quindi già prevedo sballottamenti vari.
Quando lo vede Nicole, che anche se è organizzata non ha voglia di organizzarsi con un marsupio, mi dice (falsa come nessuna): “Ti do anche la mia roba, così con il peso ti balla meno”
Mah!
Le sue teorie sulla fisica sono ancora tutte da scrivere.

L'idea che abbiamo di quando corriamo

L’idea che abbiamo di quando corriamo

Giungiamo al parco fluviale vicino casa e già ci arriva un messaggio di Franca che, gelosa, ci impone di tornare per le 19.30 perché lei e mio marito devono andare a prendere il cinese take-away da mangiare tutti insieme.
Certo, perché, per una volta che vado a correre dopo 200 anni, il cinese va preso per forza alle 19.30 così le corse le devo fare per forza senza alternarle con la camminata veloce per tornare indietro in tempo.
Ma si sa, l’invidia è una brutta bestia.

Insomma, eccoci al parco, in una seratina di inizio Aprile in cui si spera che da ora in avanti il caldo la farà da padrone (perché ancora la Pasqua più fredda della storia dell’umanità non aveva infranto i nostri sogni di calore e bel tempo!!) e ci troviamo nel club della gente che corre sicuramente un po’ più spesso di una volta ogni 200 anni.

“Ok, iniziamo a correre?” chiedo ansiosa.
“Ma fammi capire: è una cosa che vogliamo ripetere? Oppure la faremo questa volta e basta?” chiede Nicole, come se i nostri propositi venissero sempre rispettati (i suoi poi!!)
“Ovviamente la ripeteremo! E anzi, con il bel tempo, andremo anche alle 6 di mattina, prima del lavoro”, rispondo quasi per convincere me stessa più che lei.
La risposta per fortuna la lascia soddisfatta.

Il mio cuore fa ciock (cit.)

Il mio cuore fa ciock (cit.)

Quindi, quanto sono i famosi 2 minuti di corsa? Chi li conta? Nessuno, perché nessuna delle due ha un orologio (a parte il cellulare).
Allora facciamo così: corriamo un po’, finché non ce la facciamo più. Proposta accettata!

“Mantieni il battito del cuore tra i 120 e i 150 battiti al minuto” mi dice Nicole. (Forse il numero dei battiti era diverso, non so, non lo ricordo).
Io l’ho guardata con aria interrogativa. Ma se non so quanti sono 2 minuti, figuriamoci contare 120 battiti in un minuto. Mi stai perculando?
“Sai” continua tronfia e mantenendo il suo ruolo di finta-organizzata “avevo anche il cardiofrequenzimetro, ma non l’ho portato!”
Ecco, brava! Tanto, per rimanere sui 120 battiti, probabilmente dovrei smettere di correre dopo 30 secondi.

Iniziamo finalmente a correre e i miei balzelli mi sembrano fluidi e piacevoli. Non ricordavo questa sensazione. Credo anche di aver allargato la bocca in un sorriso compiaciuto.
Ma a breve, i balzelli fluidi e piacevoli si appesantiscono e perdono di leggiadria.
Insomma, ad occhio, diciamo che avremo fatto 1 minuto di corsa e 15 di camminata veloce, 1 minuto di corsa e altri 20 minuti di camminata veloce, poi un altro minuto di corsa (in cui stavo per stramazzare al suolo) e tutta una bella camminata fino a casa!
A dire il vero, dato che la gamba di Nicole doppia la mia, io ho camminato veloce, mentre lei, secondo me, andava in stile passeggiata in riva al mare al tramonto.

Il mio ultimo minuto di corsa

Il mio ultimo minuto di corsa

Arriviamo a casa alle 19.32 esatte e veniamo riprese per non essere state puntuali.
Se avessi avuto degli involtini primavera a portata di mano, glieli avrei ficcati in gola tutti insieme. Dato che però li dovevano andare ancora a prendere, ho abbandonato il proposito e ho fatto il mio stretching di almeno 30 secondi sullo sgabellino della cucina.

Il bello della corsa, insomma almeno di quei 3 intensi minuti di corsa, è che ti fa sentire libera e a posto col mondo.

Torni distrutta, sudata, e sotto la doccia già pregusti le altre infinite sessioni di minuti di corsa in cui il tuo corpo verrà plasmato per un’estate alla grande e il tuo animo rilassato dopo i fervori e le ansie del lavoro di tutto un grigio inverno.
Nicole già prevedeva sessioni di camminate veloci in collina, corse 2-3 volte alla settimana, ma come già sapete i suoi propositi iniziano a capodanno e finiscono per la Befana.

Insomma, il bello dello sport è che ti fa sognare e ti rende libero, per pochi istanti, di sentirti fighissimo e a posto col mondo.

E che importa se a una settimana di distanza, ancora non hai fissato un giorno per correre o trovato 2 minuti per fare qualche addominale?

L’importante è che, dopo 200 anni, hai trovato il coraggio di iniziare di nuovo a correre!
Pensiamo positivo!

Al limite mi iscrivo al club dei pigri, della mia amica Franca.


3 thoughts on “Mettiamo tre minuti di corsa

  1. Manuela

    Mettiamola così. Avevo letto il titolo e già sapevo che l’avevi scritto tu oltre a prevedere il finale. Ah ah ah. Però ti do ragione. Io a volte mi sento in pace col mondo solo a pensare di tornare a correre, senza mai farlo tra l’altro. Quindi alla fin fine siete state più coraggiose di me.

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    • Marina Post author

      E forse questa settimana si fa il bis! Il problema più grande è trovare il tempo…lo sai meglio di me!!

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  2. Franca

    Vorrei sottolineare che posso essere invidiosa di tutto, ma non del fatto che andate a correre insieme 😀 😀 😀

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