Trentatre Trentini – prima parte

logo_trentino2

 

Trentatre Trentini entrarono a Trento

Visto che ho già fatto “outing”, ammettendo di essere prolissa nell’anima, mi trovo davanti ad un bivio: tediarvi fino alla morte con un post chilometrico, oppure fare un post a puntate. Ovviamente ha vinto la seconda opzione, per ovvi motivi: io posso scrivere quanto voglio e voi rimanete tutti allegramente in vita!!! Forte, vero?!?!

Puntualmente, Franca, Marina ed io, partiamo per la tangente con una serie di progetti per le vacanze o gite fuori porta: dalla settimana bianca, alle vacanze estive, alle terme, alle passeggiate domenicali …ma l’unica cosa che riusciamo a fare tutti insieme, è prendere l’aperitivo sotto casa (o andare a cena da Franca!!!).

Miracolosamente l’anno scorso riuscimmo ad organizzare una settimana in montagna “quasi” tutti insieme (Franca e Claudio andarono da un’altra parte perché sono un po’ asociali!). Destinazione: Trentino, precisamente la Val di Rabbi.

L’organizzazione a monte non fu facile. Non so se ricordate l’estate scorsa…non ve la ricordate, vero? Questo perché non arrivò mai! Piovve e fece freddo per tutta la stagione e, visto che la pioggia non dava tregua, decidemmo di aspettare fino all’ultimo momento per prenotare l’albergo, in modo da poter avere delle previsioni meteo più accurate (per quanto una previsione meteo possa mai essere accurata…!) evitando così di beccarci una settimana di pioggia ininterrotta.

Marina era al mare con la famiglia nelle settimane precedenti la partenza e già lei avrebbe problemi a rispondere al telefonino se ce l’avesse incollato alle mani con il super-attak, immaginatevi al mare con poca ricezione, il rumore delle onde, il vento nelle orecchie, i gabbiani che stridono, la sabbia negli occhi, le urla dei bimbi…una causa persa in partenza!! Per cui, comunicare per metterci d’accordo su dove andare e quale albergo prenotare, non fu proprio agile!

Franca ci consigliò un albergo a Folgaria dove era stata una sua amica che si era trovata molto bene, per cui provai a chiamare e, fortunatamente, trovai posto per la settimana successiva.

La sera precedente la partenza, Franca ed io, eravamo davanti casa a prendere uno dei nostri innumerevoli “aperitivi estivi” ed ebbi la curiosità di vedere quanto distasse l’albergo dal paese di Folgaria… non sto a dirvi il panico quando Google Maps mi disse un’ora e 36 minuti!!! Per farla breve, ci volle un po’ di tempo a tutte e due per capire che la Franca è stordita e che l’albergo non era vicino a Folgaria, ma vicino a FolgariDa (che avranno anche il nome simile, ma non simili coordinate geografiche!). Vatti a fidare delle amiche…se non avessi controllato quella sera, probabilmente sarei ancora nei pressi di Folgaria a cercare un albergo che non c’è! L’unica che, stranamente, ci aveva capito qualcosa, era Marina, con non poco stupore da parte nostra, perché davvero…non succede quasi mai!!

distanza Folgaria - Folgarida screenshot da Google Maps

distanza Folgaria – Folgarida
screenshot da Google Maps

Individuato (alla buon’ora!) dove fosse questo benedetto posto, caricata la macchina con tutto il necessario ed il superfluo, recuperato il fedele “bastone da passeggio del Trentino” (che gravita 365 giorni l’anno nella mia auto…perché non si sa mai quando può servire un bastone, per cui è bene averlo sempre a portata di mano!), alle 05:24 del mattino partimmo per la vacanza.

Intorno all’ora di pranzo, ci fermammo a mangiare nel grazioso paesino di Malè.

Il nostro albergo era situato poco distante, nella Val di Rabbi, al limitare dell’ingresso per il Parco Nazionale dello Stelvio e la strada per arrivarci non fu delle più “simpatiche”…diciamo così.

Da Malè prendemmo la via che porta al paese di Rabbi, per poi accedere al Parco tramite una stretta stradina in salita, dove due macchine insieme non entrano, ma che è ovviamente a doppio senso!! Ah, dimenticavo…volevamo forse farci mancare il classico “burrone” da un lato della strada? Ovviamente, no!! Quelli della serie “se metti la ruota di un millimetro fuori dalla carreggiata, precipiti e ti ritrova nel 2053 una forma di vita più evoluta che ha colonizzato la Terra!!”

Fortunatamente, già il giorno dopo, avevamo individuato una strada più agile per scendere a valle (dalla Valle!). Era una strada interna, teoricamente interdetta alla circolazione delle auto in alcune fasce orarie, ma decidemmo di fregarcene, perché sul piatto della bilancia vinceva (e neanche di poco!!) “prendere una multa” contro “rischiare quotidianamente la vita”!!

Ma torniamo indietro al giorno dell’arrivo. Percorrendo la simpatica stradina citata poc’anzi, mi domandavo con angoscia dove cavolo avessi prenotato (o per meglio dire, dove cavolo mi avesse fatto prenotare Franca!). In mente già vedevo un alberghetto arroccato come uno stambecco su un dirupo ed immaginavo i bambini che correvano, inciampavano e rotolavano giù per il versante della montagna…!! Immaginavo un albergo dove occorreva essere issati con delle funi perché non esistevano vie dirette per arrivarci…insomma, avevo già proiettato in testa una settimana da incubo!!

questo è ciò che immaginavo di trovare...ma senza i tetti orientaleggianti!

questo è ciò che immaginavo di trovare…ma senza i tetti orientaleggianti!

Invece, meraviglia delle meraviglie, una volta superata la “strada della morte”, si apriva un paradiso naturale di rara bellezza e tranquillità. Una valle racchiusa tra le montagne che niente aveva a che fare con la mia immagine del terrore.

Dolci prati verdi ed un placido fiumiciattolo ci diedero il benvenuto, mentre i balconi fioriti delle poche costruzioni esistenti, allietavano la vista con brillanti note di colore qua e là.

Parcheggiamo davanti l’albergo e ci soffermammo un attimo ad ammirare il paesaggio che ci avrebbe ospitato per tutta la settimana. Giuro che non mi sarei affatto stupita se fosse passata Heidi con Peter e la capretta!

Ancora catturati nel loop del mondo moderno e tecnologico, la prima cosa che venne spontanea fare, fu di controllare se il telefonino avesse ricezione. Constatata l’assenza di quest’ultima, dopo un istintivo momento di panico (perché non sia mai che ti perdi un giorno di cavolate su FB!), ci rilassammo tutti e ci preparammo a goderci quella settimana di isolamento dal mondo e di totale immersione nella bellissima natura del Trentino.

To be continued…

Nik


2 thoughts on “Trentatre Trentini – prima parte

  1. Francesco

    Ciao, meno male che non volevi fare un post lungo…
    Eravate in 3, te, Foscolo e Manzoni…
    Però bellino, complimenti.

    Reply
    • Nicole Post author

      Infatti…è corto!! Pensa se lo avessi scritto tutto insieme…eri ancora a leggere!! 😀 😀 😀

      Reply

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *