Una normale e movimentata giornata da mamma

foto da archiviopanorama.itSuona la sveglia la mattina prima dell’alba, che prima di te si svegliano solo quelli che vanno ad aprire i bar o i panettieri, e questo perché, oltre a doverti lavare e vestire (che a prenderla con calma ci metteresti al massimo 20 minuti), sei una mamma e devi:
– preparare 4 colazioni diverse, la merenda per la scuola, il pranzo da portare in ufficio e la borsa del calcio;
– svegliare 2 bambini, che fanno esattamente quello che vorresti fare tu e cioè continuare a dormire;
– magari vestirli nel dormiveglia (il loro ovviamente);
– lanciare 4 urla per farli andare in bagno a lavare la faccia, altre 4 urla per farli andare a tavola a fare colazione, altre 4 urla per fargliela consumare in un tempo accettabile e 4 urla per farli alzare e finire di preparare;
– trovare i loro cappotti, le loro scarpe, i loro cappelli e i loro grembiulini.
Insomma, alla fine, ci vuole almeno 1 ora e mezzo.

A questo punto guardi l’orologio e sei già in ritardo, come al solito! Allora esplodi in altre 4 urla per oltrepassare la porta di casa e ti accorgi solo in fondo alle scale che hai ancora indosso le ciabatte, lo zaino di tua figlia è rimasto sulla sedia, il tuo pranzo per l’ufficio sul tavolo e il cellulare in carica in cucina. Questo se ti va bene, altrimenti te ne accorgi in macchina.
Alla fine, per qualche miracolo o angelo custode delle mamme, tutti entrano a scuola e tu arrivi al lavoro in orario (più o meno).

Arriva la tua pausa pranzo e corri al supermercato a fare la spesa. Se per una volta eri riuscita a fare la lista, sicuramente l’hai lasciata sulla scrivania. Speri di ricordartela, almeno a grandi linee o per quelle che sono le emergenze, ma sai già che dimenticherai la carta igienica e la merenda che ti ha chiesto tuo figlio almeno 15 volte nelle ultime 8 ore. Per le corsie del supermercato sembri in uno sketch di Benny Hill, quando va a velocità doppia e in sottofondo c’è quella musichina buffa. Nel carrello della spesa entrano almeno 10 cose  in più e 4 in meno rispetto alla tua lista della spesa lasciata in ufficio e, quando arrivi alle casse, ti chiedi come fai a spendere sempre 40 euro pur dovendo prendere “solo 2 cose”.

Se invece decidi di fare la spesa nel pomeriggio, insieme ai tuoi figli, poi non ripeterai questo errore almeno per i 6 mesi successivi:

  • uno dei tuoi figli magari sta ancora seduto nel carrello, ma ormai sa che può alzarsi da solo e saltare giù in 2 secondi netti, mentre ti volti a leggere se il latte è intero o scremato.
  • sono le ore 18 e, insieme a te a fare la spesa, c’è mezza città ed è impossibile accedere alle bilance per le 2 banane che ti servono, senza un corso di difesa personale.
  • mentre guardi se c’è l’olio di palma nei Pavesini, ti ritrovi nel carrello 4 mortadelline, 2 pacchi di tagliatelle, 5 confezioni di Kinder fetta al latte, 3 bicchieri diversi di Nutella, 1 Barbie e 2 macchinine Hot Wheels che i tuoi figli hanno raccolto a caso per le varie corsie.

A quel punto, quando arrivi alla cassa, invece delle solite 40 euro, sei almeno a 70. Se, poi, insieme a voi, viene tuo marito per aiutarti, nel carrello compaiono 2 bottiglie di vino rosso, 6 casse di birra e tanti affettati quanti servirebbero per la sagra del prosciutto del paese accanto. Conto finale: 120 euro!
Spesa dopo il lavoro con tutta la sacra famiglia? ABOLITA!

Quindi, dopo il lavoro non ti resta che correre a casa o a prendere i bambini, che, nel frattempo, sembra abbiano sviluppato la capacità di moltiplicare i pani e i pesci ed escono da scuola con un quantitativo di roba in mano che sembrano aspiranti giocolieri, roba che, prontamente, ti lanciano tra le braccia, perché loro sono stanchi….LORO! E tu ti ritrovi con 2 zaini, 3 giacchetti, 2 grembiuli, 4 cappelli, una decina di disegni e lavoretti e magari qualche legnetto raro raccolto in giardino.

L’arrivo a casa, poi, è traumatico, perché dopo esser riuscita a portare tutti i pani e i pesci dei bambini e le buste della spesa, apri la porta e, in 4 secondi netti, la cesta delle costruzioni si riversa sul tappeto, pezzi di biscotti volano tra il divano e la tv, la cesta dei panni (da stirare o piegare o lavare) ti chiama a gran voce e la spesa esige di essere messa  a posto. Intanto ti accorgi di aver lasciato il latte aperto fuori dal frigo dalla mattina e trovi le zucchine ammuffite nel cassetto della verdura.

Ma un pensiero ti rende la vita e la giornata migliore: è la tua serata e tocca a te uscire con le amiche. Andrai nel locale giusto, riderai, berrai un buon vino e ti vestirai bene per una sera, come quando non avevi figli e avevi tutto il tempo del mondo per prepararti e farti figa.
E allora metti i bambini davanti alla TV, così si lobotomizzano mentre tu hai tempo per prepararti. Vai in bagno per fare la doccia e ti ricordi all’improvviso che devi ancora stendere la lavatrice, farne un’altra perché altrimenti domani il piccolo non avrà un grembiulino pulito, scongelare il pollo per il giorno dopo, preparare i pigiami dei bimbi (o tuo marito dirà che non li ha trovati e li manderà a letto con la tuta con cui hanno fatto ginnastica a scuola) e telefonare a tua madre che doveva chiederti un consiglio sul dolce per il compleanno della nonna che fa 90 anni tra una settimana. Quando sarai riuscita a fare tutto, ti saranno rimasti appena 15 minuti per prepararti, quindi ottimizzi il tempo e decidi di mettere lo smalto mentre sei al telefono con tua madre, ma solo dopo aver steso la lavatrice o tutto sarà vano. Guardi i capelli e fingi con te stessa che vadano bene perché non fai in tempo a lavarli, anzi opti per una veloce passata di piastra. Davanti allo specchio provi almeno 50 combinazioni con quei 2 pantaloni, 1 gonna e 3 top che risalgono a 10 anni fa (perché chi te lo fa fare di comprarti qualcosa per uscire, se la serata più mondana è una pizza alla festa di fine anno della scuola di tua figlia al ristorante sotto casa dove trovi a cena anche il tuo benzinaio di fiducia, nonché il parrucchiere, la tata e il fruttivendolo?).

Insomma, alla fine esci con un veloce: “Fate i bravi. Amore, la cena è in forno. Falli andare a letto per le 9”
Una volta fuori, percorri la strada che divide la tua porta di casa dalla tua auto camminando (anche se un po’ di corsa) come fossi a una sfilata di Pitti da quanto ti senti bene. Entri in macchina, tiri fuori le chiavi mentre pensi che ti dovresti vestire bene più spesso ed ecco che ti accorgi che lo smalto dell’indice sinistro si è rovinato. E certo! Tua madre ti ha tenuto 1 ora a chiacchierare e quindi hai dovuto preparare i vestiti mentre eri al telefono e non sei stata attenta allo smalto. Ma per fortuna in borsa hai tutto, tanto che Mary Poppins si è ispirata a te per la celebre scena del film! Inizi a cercare la boccetta di smalto e incappi in macchinine da tempo dimenticate, pezzi di biscotti caduti da chissà quale sacchettino, calzini di ricambio dei tuoi figli e un cioccolatino squagliato. Ecco lo smalto! Cerchi di aggiustare il disastro, nel frattempo è tardissimo e parti, ma nel tragitto di 10 minuti, tuo marito ti telefona almeno 4 volte per chiederti le seguenti cose:
– Non trovo i piatti. Quelli nella lavastoviglie sono puliti?
– Come si accende il forno?
– Ma lo sai che tuo figlio ha appena rotto il bicchiere versando tutta l’aranciata per terra e devo raccoglierla?
– Ti avevo detto che venerdì torno tardi perché vedo un amico che parte per Berlino?
Chiudi l’ultima telefonata sbuffando e finalmente sei arrivata, con lo smalto ulteriormente sbaffato ed irrecuperabile, i pantaloni macchiati di cioccolata che prima non avevi notato, le scarpe col tacco 12 con cui una volta andavi anche in bagno che sono scomode anche per guidare e, ad aspettarti…la tua amica che sembra uscita dalla copertina di Vogue. Uffa!
Chiudi gli occhi e tiri un sospiro. Niente e nessuno può rovinarti questa serata. E infatti ti rilassi e per un paio d’ore ti dimentichi di essere mamma e moglie a tempo pieno (a parte quando fai vedere le 80 foto scattate sulla neve e i 10 video dei tuoi figli che ballano per casa truccati da tigri).

Torni a casa contenta e soddisfatta. Entri e tutti dormono. Non c’è nessuno a cui raccontare la tua meravigliosa serata, allora guardi un po’ il cellulare, ti togli lo smalto perché tanto fa schifo, e mentre ti riproponi di buttarlo perché è di una marca pessima, sei già nel mondo dei sogni, pronta per scattare ad una nuova sveglia prima dell’alba a preparare 4 colazioni e a lanciare 120 urli che scandiscono il tempo prima di entrare al lavoro…insomma pronta per la tua normale e movimentata giornata da mamma.


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