Whatsapp e la vita delle mamme

Ovvero: mamme sempre di corsa Vs telefoni sempre attivi

Ahhhhh Whatsapp che meraviglia! Da quando esiste ed è entrato nei nostri telefoni, la vita di tutti è notevolmente facilitata.
In particolar modo quella di noi mamme.

Mentre prima dovevamo barcamenarci tra informazioni riportate sui quaderni che arrivavano, forse, corrette (se arrivavano) quando i nostri bambini non usavano il suddetto quaderno per giocare a tris con il compagno di banco; oppure appese alla porta di scuola che se andavi di fretta per 2 mattine di seguito non le vedevi, neanche venissero nascoste sotto il mantello di Harry Potter; o ancora informazioni dette ai padri dalla rappresentante di classe, che, se andava bene, dopo che un neurone ricordava loro che avevano ricevuto una comunicazione importante, l’altro li distraeva con le chiacchiere sulla partita di Domenica e la comunicazione andava persa dopo appena 2 minuti.

Insomma, oggi basta un messaggino e schiere di mamme preparatissime ti rispondono in massimo 2 minuti e 5 secondi in maniera più che esaustiva, con tanto di foto e allegati, che lo stesso Wikipedia sbiancherebbe al confronto e verrebbe licenziato dal Sig. Web!

Per non parlare dell’attività sismica del tuo cellulare che inizia il venerdì alle 17, quando, mentre tu ancora non ti sei neanche accorta che è venerdì, le altre mamme sono già a far fare i compiti ai propri figli e mandano foto, chiedono consigli e fanno domande. Quantomeno, quando ti siederai con il tuo di figlio per iniziare i maledetti compiti (almeno 24 ore dopo) sarai già preparata.

Poi c’è sempre qualcuna il cui figlio ha dimenticato il quaderno a scuola, o la felpa, o i calzini, o ancora la scheda si è bagnata e non si legge o vuole fare il compito come pare a lui senza ascoltare i pareri della madre. E via! Partono foto, altri consigli, “no, ma il mio ha capito così“, “la mia dice che la maestra ha detto cosà“, insomma si va avanti per 2 giorni  e 4 ore a disquisire se 44 gatti in fila per 6 ha il resto di 2.

Poi l’improvviso silenzio…finché una mamma non si ricorda che un bambino (uno solo? Facciamo almeno 3) non stava benissimo o aveva l’influenza. E allora iniziano 800 messaggi di “come sta Francesco, Stefano, Giovanni, Socrate, Maurizia, Alessandra?” E via fiumi di risposte e “grazie” che a scriverli tutti occuperei il web…o forse no, ma di sicuro mi ritrovo con 172 nuovi messaggi nel giro di 13 minuti.

Ma grazie a Whatsapp, dobbiamo dirlo, oltre ad essere aggiornatissime su tutto e tutti, sugli eventi scolastici o annessi (e credetemi, per me che dimentico anche di infilarmi le scarpe prima di uscire di casa, è un gran regalo), l’organizzazione delle feste di compleanno è facile e indolore.
Tra un po’ non serviranno neanche più i bigliettini di invito. Scrivi un messaggio, con data e luogo e tutti sanno dove venire: in un click!!
E qui arriva il bello. Perché alcune mamme tendono a lamentarsi di questo uso di Whatsapp. Quindi, alle volte, qualcuna decide di creare il gruppo: “Compleanno di Andrea” in modo che, chi non gradisce ricevere messaggi e aggiornamenti sul compleanno del povero Andrea, possa semplicemente cancellarsi.
A questo gruppo segue, un paio di ore dopo, la creazione del gruppo: “Regalo per Andrea” dove, ovviamente, non viene messa la mamma del festeggiato.
I gruppi poi muoiono o ci si toglie non appena concluso l’evento, ma nel frattempo, per una settimana almeno, stanno là, tra sciami sismici di messaggi che vanno da un gruppo all’altro senza posa.

Sei a lavorare e in mezz’ora hai 80 messaggi in 5 gruppi diversi, tutti della scuola! Li leggi velocemente e segui un po’ il filo, perché stai lavorando o cucinando o non lo so…e se non stai attenta, ti sbagli e scrivi a tuo marito che gli hai lasciato 5 euro nella taschina e lui immagina già una tresca!

E poi arriva il messaggio di una mamma che manda una foto con la lista dei partecipanti al regalo del bambino X, chiedendo se ci sono tutti o se manca qualcuno. Una mamma risponde dicendo che non verrà perché la bimba si è ammalata, un’altra scrive ““, poi c’è qualche “grazie“…poi, dopo un po’, arriva un altro messaggio con scritto: “Noi no. Il nonno li ha lasciati stamani”.
Ti si gela il cuore. Povero nonno! Poveri bambini! Con un po’ di titubanza afferri il telefono (perché, se normalmente te ne stai da una parte, non puoi essere indifferente ad una perdita così importante) e scrivi in privato alla mamma che ha scritto quel messaggio: “Mi dispiace tanto! Condoglianze per il nonno!”
Dopo qualche secondo arriva la risposta: “Ma per chi? Io intendevo che il nonno ha lasciato i soldi…
Ed ecco che le scuse al nonno non bastano…povero nonno!! Hai preso una svista, perché con tutti questi messaggi e questi gruppi, dovresti prender ferie dalla vita per leggerli e rispondere per bene a tutti. E poi sei stanca e stressata e ti dici che in fondo, dopo il gruppo della materna, quello delle elementari, quello delle amiche, delle colleghe, quello della palestra, del calcio e della ginnastica, anche questi dei compleanni non ci volevano. Via, Whatsapp non fa per te. Ecco…tutta colpa di Whatsapp, che ti aiuterà per tante cose, ma queste figure, queste figuracce, te le dovrebbe proprio risparmiare!!
Ripetiamolo: tutta colpa di Whatsapp!!
Ecco!

Ora vallo a spiegare al nonno, però!


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